Edilizia lombarda, crollo dei permessi per costruire: Cremona a -74,3%

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«La situazione in cui operano le imprese del settore è in grave difficoltà». E’ quanto si legge nel sesto rapporto congiunturale sull’industria delle costruzioni nella nostra regione, elaborato dal Centro Studi dell’Ance (Associazione Nazionale delle imprese edili). Dunque per il comparto edilizio in Lombardia il futuro continua ad essere, se non nero, per lo meno completamente incerto. Con alcuni se ed alcuni ma. Da un lato infatti «le aspettative per il 2012 prevedono un’ulteriore riduzione degli investimenti». D’altro canto però, si legge nel report, «il settore delle costruzioni conferma la sua importanza strategica nell’ambito del contesto economico regionale, costituendo l’8,4% del Pil della Regione e circa l’8% del totale degli occupati in Lombardia». Morale: il comparto edilizio è trainante ma accusa i colpi di una crisi che sta trascinando al fondo tutta l’economia. Il quadro di riferimento messo in luce dall’analisi è ancora molto negativo, con cali produttivi, nel 2011, più elevati rispetto alle previsioni formulate dalla stessa Ance lo scorso anno e, sempre nel 2011, si registra una picchiata del 4,6% negli investimenti in costruzioni rispetto all’anno precedente. Unico comparto in lieve tenuta quello della riqualificazione, che si conferma a +0,8% nel 2011 e +7,1% in 5 anni. 
Quello delle abitazioni è senz’altro il settore più colpito, con un calo del 2,9% negli investimenti (il cui volume è pari a 13,573 miliardi di euro). Una contrazione dovuta alla costante diminuzione dei permessi per costruire (-49,7% dal 2005 al 2009). La contrazione dei permessi di costruire, evidenziata per la Lombardia a partire dal 2006, risulta infatti generalizzata in tutti i territori regionali. Cremona si situa dopo Lodi, che ha riscontrato in 4 anni la flessione più elevata (75,5%). Nel nostro capoluogo la contrazione dei permessi si è attestata a -74,3%. Seguono Mantova con -73,2% e Brescia con un -61,1%. Nelle province di Varese, Como, Lecco, Sondrio, Bergamo e Pavia, il calo risulta sostanzialmente allineato al dato medio regionale e oscilla tra il -47,4% di Pavia e il -55,6% di Bergamo.
Calano, infine, anche gli investimenti privati in costruzioni nel non residenziale: -6,2% pari a 6,891 miliardi di euro, con un livello di iniziative cantierabili nel comparto che registra il minimo storico, e non va meglio nel settore pubblico dove gli investimenti regionali in opere pubbliche registrano un calo più contenuto rispetto al dato nazionale, con un valore, nel 2011, di 3,882 miliardi di euro (-7,5% rispetto al 2010).

mi.sco.

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