Calcioscommesse: le rivelazioni di Gervasoni tirano in ballo mezza serie A

+ 24
+ 29


Sono quasi una decina i club in serie A che rischiano grosso. Per la Procura federale guidata da Stefano Palazzi, dalle carte della Procura di Cremona emergerebbero elementi per rinviare a giudizio quasi una dozzina di società della massima serie: Udinese, Atalanta, Bologna, Novara, Cesena, Parma, Genoa, Lazio, Lecce, Chievo e Siena, il cui presidente, Massimo Mezzaroma, è stato tirato in ballo da Car

lo Gervasoni nell’interrogatorio dello scorso 12 marzo (il cui contenuto è stato parzialmente reso pubblico giovedì) per la partita Siena-Modena dello scorso 26 febbraio. Circostanza che il “Gerva” avrebbe appreso da un suo amico del Kazakistan, ma che Mezzaroma smentisce con forza: «Nego sdegnosamente qualsiasi tipo di coinvolgimento del club e mio personale». Ma il maggior “pentito” dell’inchiesta sul Calcioscommesse avrebbe anche arricchito di dettagli le presunte combine di Lecce-Lazio, Lazio-Genoa e Chievo-Udinese. L’ex difensore avrebbe parlato di 400mila euro investiti dal capo degli scommettitori “zingari”, Almir Gegic, per la manipolazione del match nella cui “combine” sarebbero coinvolti giocatori «di entrambe le squadre». Su Lazio-Genoa, Gervasoni ha confermato che il collega Alessandro Zamperini, anch’egli indagato, era in quei giorni a Formello (dove si allenano i biancazzurri) con lo “zingaro” Hristiyan Ilievski, che gli avrebbe mostrato una fotografia, scattata con il suo telefono cellulare, nella quale erano immortalati lo “zingaro” stesso abbracciato al laziale Stefano Mauri. Proprio il centrocampista venerdì è giunto in Procura federale a Roma (assieme a Gervasoni), chiamato a difendersi dalle accuse dell’ex difensore del Piacenza, legate alle presunte combine delle partite Lazio-Genoa e Lecce-Lazio della scorsa stagione di serie A. «Sono sereno. I tifosi laziali possono stare tranquillissimi -ha detto all’uscita dall’interrogatorio. «Siamo vicini ai nostri calciatori, Mauri e Brocchi non hanno commesso alcun illecito», è stato il commento di Gian Michele Gentile, legale della società biancoceleste, che ha parlato anche della responsabilità oggettiva: «Revisionarla? Non credo. La giustizia sportiva si basa sulla responsabilità oggettiva, dubito si possa arrivare a qualcosa. Quello che invece si può vedere è come si possono applicare i criteri della giustizia sportiva. Se un calciatore rema contro la società è mai possibile che ne risponda la società stessa, che è parte offesa?».

di Michele Scolari

Segnala questo articolo su