Poste: in arrivo riduzioni del servizio

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Molte le lamentele dei cittadini per i disservizi: «Arriva tutto in ritardo. Sempre più banca e meno posta?». E chi vende online non si fida più.
Desta particolare preoccupazione la possibilità di una totale riorganizzazione dei servizi postali, che potrebbero a breve subire pesanti ridimensionamenti. I principali timori riguardano la qualità dei servizi stessi, che già allo stato attuale presentano non pochi intoppi e sono oggetto di ripetute polemiche. Lettere e pacchi consegnati in ritardo o in pessime condizioni, ma anche lunghe code negli uffici postali sono al centro delle lamentele dei preoccupati cittadini e abitanti del territorio. «La posta ordinaria arriva sempre in ritardo, è una situazione assurda. Le bollette vengono recapitate a pochi giorni dalla loro scadenza, in alcuni casi mi è capitato che addirittura arrivassero il giorno dopo. Lascio immaginare i disagi. Infatti per le spedizioni importanti non mi fido del servizio postale, di solito ricorro a corrieri privati», lamenta Diana. Anche la nuova convenzione stilata con eBay non convince gli acquirenti abituali: al momento le consegne degli ordini effettuati sul sito avvengono infatti tramite l'azienda di servizi postali, responsabile però di ritardi o addirittura smarrimenti e danni ai pacchi: «Io compro spesso cd da eBay ma da quando è stata attivata la convenzione con Poste Italiane è una tragedia: non solo per i tempi lunghissimi di consegna, ma anche perché non di rado scopro che i miei acquisti nel corso del trasporto hanno subito dei danni».

Questa l'opinione di Daniele, che trova conferma anche direttamente sul web: su eBay la clausola “do not ship to Italy” (non spediamo in Italia) è presente in oltre 37.000 inserzioni: per la Francia le inserzioni con la stessa dicitura sono appena 3.000, per la Spagna circa 700. Ad avvicinarsi al dato italiano è solamente la Germania, con 10.000 utenti che non effettuano spedizioni verso quel Paese: a frenare, però, sono le restrizioni legate alle importazioni, mentre per l'Italia la ragione maggiormente indicata è proprio l'inefficienza dei servizi postali. I disagi interessano sia i piccoli centri sia le grandi città: «Sono abbonata ad una rivista settimanale - racconta Valeria - che puntualmente ricevo con due o tre settimane di ritardo. Mi chiedo come sia possibile, ad esempio, mantenere un abbonamento a un quotidiano in queste condizioni: ha senso leggere le notizie del giorno precedente?». Riguardo alle possibili riduzioni di apertura a soli tre giorni la settimana, le preoccupazioni sono dunque evidenti, come sottolinea Giovanni: «Se già adesso per ritirare la pensione devo fare ore di coda, figuriamoci con la riduzione delle aperture». «E' sempre meno posta e sempre più banca», lamenta Sofia. «Va bene offrire anche altri servizi, ma quelli per cui l'azienda è nata sono indispensabili e dovrebbero avere un ruolo primario. Non ha senso che le consegne vengano effettuate con mille problemi e difficoltà, e in queste condizioni si pensi ad implementare i servizi riducendo personale e orari. Senza contare la scomodità di chi deve attenersi, soprattutto nei piccoli centri, a orari troppo restrittivi». Da risolvere, per l'azienda, anche le questioni legate alle proteste del personale, che si sta mobilitando per il riconoscimento di maggiori diritti contrattuali e per evitare ulteriori tagli del personale, che potrebbero essere diretta conseguenza delle nuove riorganizzazioni. Non ultimo il tema degli esodati: oltre cinquemila in tutta Italia, chiedono la riassunzione, che l'azienda dichiara di non poter sostenere. Poste Italiane è al momento lontana dal ricevere il pieno consenso dei suoi utenti, e a quanto pare la riorganizzazione in alcuni casi già attuata non è la strada migliore.

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