Ancorotti: «Fuori subito tre nomi in giunta»

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"Metà degli assessori deve essere composta da tecnici"

"D’accordo, il candidato sindaco per i diversi schieramenti lo conosciamo; ma il sindaco non è tutto: governa con i suoi collaboratori di giunta». Renato Ancorotti, primo nella lista del Pdl, rivolge un appello ai candidati a sindaco, almeno a quelli che con ogni probabilità si troveranno a giocarsi la partita fino in fondo, cioè Stefania Bonaldi per il centrosinistra e Antonio Agazzi per il centrodestra: «Secondo me, anche perché l’ho sempre dichiarato, dovrebbero indicare almeno tre su sei nomi di chi pensano di mettere in giunta. Solo così si potrà esprimere da parte dei cittadini un giudizio più completo sulla futura amministrazione pubblica. Fosse toccato a me essere il candidato sindaco, mi sarei comportato così!». Forse l’esperienza recente del sindaco Bruttomesso ha messo un po’ di preoccupazione al riguardo. «Un sindaco che diventasse ostaggio dei partiti o addirittura dei propri collaboratori in giunta, sarebbe una iattura. E’ un pericolo che vedo in modo chiaro perché l’ho sperimentato direttamente nei pochi anni in cui sono stato assessore alla Cultura. Sono convinto che i cittadini debbano essere rassicurati su questo pericolo. Almeno in parte ». Non si sa quanto i candidati sindaco possano accogliere questo invito pressante rivolto loro da Ancorotti. Certamente sarà più difficile disattenderlo da parte del candidato del centrodestra, dal momento che l’imprenditore cremasco sostiene questo riferimento politico, e lo fa essendosi messo in gioco direttamente prima come candidato per le “primarie” del Pdl e ora come primo di una lista politica di assoluto rilievo nel sostegno al candidato Antonio Agazzi. «Si dirà che bisogna attendere i risultati elettorali, in parte è vero ma il prossimo sindaco non può attendere l’esito per indicare almeno tre dei suoi prossimi assessori, altrimenti significa che non ha alcuna strategia per gestire la prossima amministrazione. Opterei per una giunta per metà fatta da politici e per metà da tecnici così che scelte politiche siano accompagnate da studi di fattibilità. Sopratutto al Bilancio un tecnico è indispensabile; c’è bisogno di qualcuno che conosca bene i meccanismi e le regole amministrative in modo tale che le strategie economiche della prossima giunta siano in grado di ottenere gli obiettivi. E speriamo che i primi 100 giorni della prossima amministrazione non siano centrati alla lamentazione per altro inutile, di come la giunta precedente abbia lavorato male e creare un alibi a cui non crede più neppure pinocchio.

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