Unione ciclistica cremasca compie 80 anni

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L’Unione Ciclistica Cremasca ha festeggiato ieri sera, al San Domenico, i suoi 80 anni di storia, con una serata all’insegna dell’amarcord. L’idea è nata da un’occasione particolare: la pubblicazione di un volume dedicato proprio alla storia della prestigiosa società sportiva, nata nel 1932 grazie a 48 soci, che diedero vita all’allora Velo Club Crema. Oltre 200 pagine, in cui il materiale fotografico la fa da padrone Negli ultimi anni, ricordiamo il secondo posto al campionato italiano dilettanti di Michele Gaia, preceduto dalla vittoria di David Garbelli al Gran Premio Liberazione di Roma, nel 2003. Campioni come Remo Tamagni, Pierino Baffi, Ivan Quaranta e Marco Villa, attuale commissario tecnico della Federazione Ciclistica Italiana, sono cresciuti nelle fila dell’Unione Ciclistica Cremasca e si sono poi imposti a livello professionistico, ottenendo ottimi risultati e dando così lustro, con le loro vittorie, non solo alla società ma alla stessa Crema. L’idea del libro e di una serata celebrativa, dedicata a ciclisti e appassionati, è nata in seno al consiglio direttivo. Da qui, ne è originato il lavoro di coordinamento per il reperimento del materiale necessario, presso le famiglie dei vari atleti che hanno gareggiato per i colori rossoblu, ad opera di Annamaria Piantelli, con il contributo di Marco Costi e Giuseppe Maccalli, segretario dell’Unione Ciclistica. Un lavoro che ha richiesto 5 anni di tempo. La società, presieduta da Albino Ferla, può contare attualmente su 21 iscritti nel settore giovanissimi, 6 esordienti e 5 allievi. I ciclisti si allenano per lo più sulle strade del nostro territorio, ma anche sul velodromo, che porta proprio il nome di uno dei campioni che hanno corso per la società, Pierino Baffi. Velodromo che, in questi giorni, è sotto i riflettori per via della vicenda di cui abbiamo parlato sul numero scorso del nostro giornale: il ritorno della struttura in capo a Coni Servizi, dopo una trafila durata un decennio. Stefano Pedrinazzi è il presidente della società di gestione della pista, una struttura utilizzata da società cremonesi, lodigiane, bergamasche e bresciane. In tutto, un centinaio di iscritti al centro di avviamento al ciclismo su pista. Una struttura sulla quale, adesso, pende un’incognita pesante: «Da parte nostra, vorremmo capire come si potrà procedere. Se a suo tempo il Coni l’ha venduto, significa che non lo riteneva un impianto strategico su cui investire. Occorrerà discuterne, per capire se il Coni intenderà concederci ancora l’affitto. Noi saremmo anche pronti a sostenerlo come società, se il Comune non potrà darci una mano». L’unico aspetto del velodromo che non risulta a norma è quello dell’illuminazione, manca un generatore di sicurezza. Sono 10 anni che la struttura è in questa situazione ma è sempre stata utilizzata comunque, per allenamenti e gare. Il prossimo 13 maggio, ad esempio, si disputerà una gara a livello regionale. 

Gionata Agisti

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