Il Festival Monteverdi è incentrato sulla musica-spettacolo del barocco

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Sono in vendita i biglietti per gli spettacoli del Festival Claudio Monteverdi che, come ogni anno, sta per prendere avvio. Il filo conduttore del cartellone 2012 è la musica-spettacolo in epoca barocca. Sul versante del sacro sono alcune Messe a dar conto della teatralità della musica. In cartellone troviamo un esempio di polifonia fiamminga, con la curiosa Missa “Mort m’a privé” di Thomas Crecquillon (Ensemble Gallicantus); una delle composizioni più stravaganti del Barocco italiano: la Messa sopra “Ecco sì beato giorno” di A. Striggio, associata a mottetti a doppio coro di Monteverdi e Benevoli (Le Concert Spirituel di Hervé Niquet); e poi la Messa “Assumpta est Maria” di P. da Palestrina (The Tallis Scholars e il Coro Costanzo Porta). Con un balzo temporale, incontriamo la “Petite Messe Solennelle” di G. Rossini (Andrea Lucchesini, Coro dell’Accademia di S. Cecilia e altri eccellenti solisti). Musica sacra e spettacolarizzazione, questi gli ingredienti di “Via crucis” in cui pagine di matrice “colta” sono affiancate a brani popolari, laudi spirituali ed estratti da sacre rappresentazioni (L’Arpeggiata, Raquel Andueza, Lucilla Galeazzi, l’Ensemble Barbara Fortuna, diretti da Christina Pluhar). In ambito profano il breve excursus parte da Rinuccini, con alcune delle più belle ‘poesie’ scritte per i madrigali rappresentativi di Monteverdi e prosegue con una suggestiva performance: “Era la notte” (Anna Caterina Antonacci, Accademia degli Astrusi e regia di Juliette Dechamps). Per chi ama le reinterpretazioni contemporanee dei miti barocchi, ecco “Poppea/Poppea”, creazione del coreografo Christian Spuch affidata alla compagnia Gauthier Dance. Il Festival prevede anche interessanti appuntamenti strumentali: quello col fagottista Sergio Azzolini e l’Orchestra L’Aura Soave di Cremona; e la doppia performance del violoncellista Enrico Dindo che, in due serate, presenta l’integrale delle Suites per violoncello solo di J. S. Bach. Sarà infine proiettato un originale lungometraggio dedicato a Bach e ad una delle sue opere più enigmatiche, L’Arte della Fuga. Sul nome Bach, ideato da Francesco Leprino.

di Federica Ermete

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