Bollette sempre più care, cambiano le abitudini

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Ancora aumenti da affrontare, per le famiglie: tra aprile e maggio, le bollette dell’elettricità costeranno circa il 10% in più, e il 2% in più quelle del gas metano. In particolare il costo della luce è già aumentato del 5,8% dall'inizio di aprile, mentre un ulteriore incremento del 4% verrà applicato a partire da maggio.

Sotto accusa il prezzo dei combustibili fossili, sempre più elevato, e gli incentivi alle fonti energetiche rinnovabili. «Non è più tollerabile» si legge in una nota diffusa da Federconsumatori «l'assenza di iniziative del Governo per bloccare il continuo aumento della spesa delle famiglie per rifornirsi di beni essenziali ed irrinunciabili come l'elettricità e il gas».

Una situazione pesantissima per tutte quelle famiglie che già faticano ad arrivare a fine mese e che non possono permettersi ulteriori aumenti. Ma, poiché' la necessità aguzza l'ingegno, la situazione di difficoltà ha portato molte persone a trovare sistemi sempre nuovi per cercare di consumare il meno possibile.

«Sono anni che metto in pratica stratagemmi per risparmiare sulle bollette» racconta Stefano, single 32enne. «Ad esempio ho riempito la casa di ciabatte con l’interruttore di spegnimento, in modo da poter spegnere tutti gli elettrodomestici – tranne il frigorifero – quando non vengono usati. Non tutti lo sanno, ma anche la lucina rossa della televisione consuma, così come il lasciare gli apparecchi in stand-by. Inoltre ho scelto un computer che consuma pochissimo, e lo stesso ho fatto con la stufetta del bagno. Un’attenzione particolare quando si acquista permette di ottenere poi un notevole risparmio». A questo proposito è sempre consigliabile, nei propri acquisti, scegliere elettrodomestici con la classe energetica più alta (A+, A++, A+++).

Un’altra notevole forma di risparmio è quella delle fasce orarie. «Utilizzo la lavatrice e la lavastoviglie sempre dopo le sette di sera e la domenica, quando costa meno» spiega Marzia, 35 anni, lavoratrice e casalinga. «Inoltre, recentemente, ho preso l’abitudine di lavare a mano la biancheria: significa fare una lavatrice in meno ogni settimana, un risparmio non da poco».

L’abitudine di tenere accese troppe luci in casa è una delle prime che bisogna eliminare. Ne è consapevole Roberto, 40 anni, con due figlie a cui dover insegnare il concetto di risparmio energetico. «Sono ancora piccole, ma sto cercando di insegnare loro l’importanza di spegnere le luci nelle stanze in cui non c’è nessuno» spiega, «Intanto in casa ho sostituito tutte le lampade con quelle a basso consumo energetico, che tra l'altro fanno molta più luce».

Per qualcuno si tratta di un vero e proprio ritorno al passato, alle vecchie abitudini tramandate dalla nonna, come quella di evitare il più possibile l’utilizzo di attrezzi che consumano energia, incrementando invece il "fatto a mano".

«Sto cercando di evitare il più possibile l'utilizzo della lavatrice» racconta Paola, 34 anni. «Una parte del bucato la faccio a mano, e ho smesso di stirare la biancheria, gli asciugamani e altre cose. Stiro solo il minimo indispensabile. Inoltre, quando in casa siamo soli io e mio marito, lavo sempre i piatti a mano, per evitare la lavastoviglie. Infine ho smesso anche di lisciarmi i capelli con la piastra, perché è un apparecchio che consuma tantissimo».

Per quanto riguarda la bolletta del gas, il riscaldamento è una delle voci che incide maggiormente sul costo finale, ed è anche quella su cui è più difficile risparmiare. Eppure non mancano gli stratagemmi, anche in questo caso. Come per il 30enne Filippo, che vive solo. «Ho iniziato a tenere il riscaldamento acceso sempre meno ore al giorno» spiega. «Ora lo accendo solo al mattino presto, prima di andare a lavorare, e la sera quando torno a casa».

«Ho imparato a mettere un maglione in più in casa e a tenere spenta la caldaia» dice Michela, studentessa 24enne. «Ho acceso il riscaldamento solo nei mesi più freddi, ma è ormai da due mesi che lo tengo spento. E' solo una questione di abitudine».

Qualcuno poi ha tagliato il problema alla radice, puntando su fonti di energia alternative: stufe e camini sono diventati sempre più apprezzati. «Noi in casa abbiamo scelto un riscaldamento completamente alimentato con la stufa a pellets» dice Carlo Alberto, 62 anni. «Con 600 euro all'anno o poco più riusciamo a scaldare dignitosamente tutto l'appartamento: se utilizzassi la caldaia a metano spenderei almeno 900 euro».

«Abbiamo un bellissimo camino in salotto, che scalda tutto il piano inferiore dell'abitazione» aggiunge Claudia, 55 anni. «In questo modo non ci serve tenere il riscaldamento acceso tutto il giorno. Ci basta accendere un po' la sera per riscaldare le camere da letto. Con questo sistema risparmiamo parecchio».

di Laura Bosio

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