Angelo Zanibelli: «Le istituzioni locali devono dare risposte concrete alle nostre imprese»

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Il convegno dell' Associazione Industriali ha posto un interrogativo purtroppo serio e drammatico: è un qualche cosa che va al di là della crisi, della recessione in atto, del calo dei consumi, ma si chiede in maniera strutturale e di prospettiva se questo Paese vuole avere un sistema industriale. Una volontà che deve interessare tutte le parti, quella politica, le amministrazioni locali, ma anche la società civile e la collettività, perché, come giustamente si diceva nel convegno, ci si accorge che un'azienda manca e cosa significa questo in drammi sociali, solo quando chiude o ristruttura. Certamente Monti e Passera ai fini di rilanciare lo sviluppo, non possono in poco tempo fare quello che per oltre 20 anni dei recenti governi, (gli ultimi gestiti da un imprenditore!) hanno totalmente ignorato una politica industriale. Sicuramente vanno individuati alcuni assi strategici che possono rappresentare i motori di sviluppo, ma soprattutto va deburocratizzato, vanno snellite le procedure, vanno incentivate chi fa ricerca, chi investe nell'impresa e non nel reddito, chi offre posti di lavoro. L' associazione Industriali ha fatto delle proposte e dei progetti, sull'utilizzo di Tencara, che possono anche essere rivisti, integrati, meglio finalizzati, ma sui quali serve un impegno comune delle Istituzioni. Vale in primo luogo per la Provincia, che non ha solo il problema dell’acqua da affidare ai privati, ma anche del Comune di Cremona, che in un progetto di lungo respiro, deve assumersi il ruolo di Capoluogo del territorio, uscendo dagli schemi dei confini della città. Occorre uscire dalla dispersione di ciascuno che fa il suo piano di area industriale. Gli strumenti non sono quelli risolutivi, ma una defiscalizzazione su chi insedia, l'abolizione di oneri di urbanizzazione, detrazioni su Irap, Imu, di competenza locale per chi assume giovani e donne, uno sportello unico che funziona veramente e facilita l'espletamento di tutte le pratiche, forme da studiare che non devono finanziare l'impresa, perché è dell’impresa investire, ma devono favorire l'essere nel nostro territorio anziché in Serbia o Romania. Come Istituzioni locali, rendiamoci conto che oggi siamo soffocati, e lo saremo sempre di più dai costi sociali, l'unica soluzione per uscire da qui è dare lavoro, e su questo credo le Istituzioni non possano tirarsi indietro, guardando, ma senza agire in maniera proattiva, e soprattutto con una visione che va al di là del fine mandato.

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