Casc, 30 anni di modellismo tra arte e manualità

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Intelletto e manualità, progettazione e fantasia. Questi gli imperativi etici che guidano l’attività dell’entourage del Casc (acronimo di Club Aeromodellismo Statico), il gruppo di via Bertesi 18 creato a metà degli anni settanta da Giuseppe Penzani e formato, assieme al fondatore, da Eugenio Grassi, Alessandro Tessoni, Davide Di Odoardo e Silvano Rossi (visitabile sul sito www.nuovocasc.it) Alle spalle, numerose mostre e concorsi sia a livello regionale (tra cui l'Italeri di Bologna o la G.M.P.A.T. di Padova), che internazionale (con la partecipazione ad eventi organizzati in Francia, Polonia e Inghilterra). Nel cassetto, innumerevoli idee e progetti, sempre però improntati alla stessa filosofia che guida il sodalizio sin dalle origini: quell'impulso all'espressione che, riproducendo in piccolo gli oggetti, permette di dare sfogo alle velleità artistiche dell'Io e, contestualmente, a sfatare il polveroso cliché del modellismo inteso come attività da vecchi "topi da laboratorio". «Lungi da quest'immagine - spiega Penzani - il modellismo è un'attività appagante ed al contempo dinamica. Può svolgersi come realizzazione di un singolo progetto (a partire da un kit preconfezionato) oppure snodarsi in un percorso di creazione che alla logica della scoperta unisce l'intuizione della congettura». Applicazione e pazienza dunque, assieme a precisione e coerenza. Nulla infatti è lasciato al caso «in un'attività fatta di logica, documentazione e manualità». Oltre ad una buona base culturale, specialmente storica (per la quale il gruppo vanta un'aggiornata biblioteca). Già, perché la riproduzione del modello impone una profonda conoscenza delle sue caratteristiche. L'occhio si sofferma sui particolari del piccolo triplano rosso fiammante, il cui modello in scala naturale fu utilizzato dal barone Manfred von Richthofen durante il primo conflitto mondiale; o, ancora, sui dettagli dell'aereo da trasporto tattico C-27J Spartan. Per non parlare della maestosa riproduzione in scala 1:10 dell'elicottero Agusta EH101, realizzato da Giuseppe Penzani e dal suo socio con la Vetromodelli (società fondata da Penzani e rinata da poco) in anteprima sui progetti e i disegni forniti dalla casa madre per l'esposizione al Salone di Parigi. «Ma oggi usare le mani - commenta il fondatore di Casc - diviene sempre più difficile, soprattutto per le giovani generazioni che, sommerse dalle nuove tecnologie, in molti casi usano le mani per pigiare i tasti di un telefonino o del joystick di una playstation, più che per costruire qualcosa. I giovani stanno perdendo la manualità, senza preoccuparsi di sviluppare la fantasia e la creatività». Oppure «mantengono queste qualità ma le esprimono in modi poco condivisibili, come ad esempio imbrattare muri con scritte autografe. Ho seguito la recente vicenda dei writers qui in città e il modellismo mi sembra un'ottima attività per dare sfogo in modo intelligente alla propria creatività». Ingrssare le fila dunque, rivolgendosi in particolare ad un target relativamente giovane, è un'altro degli obiettivi del Casc. Ecco perché il gruppo ha partecipato al Salone dello Studente, suscitando non poco interesse tra i partecipanti attratti dai modellini in bella vista sul banco dello stand e, contestualmente, continua a proporre progetti agli istituti scolastici, dai cui dirigenti però «spesse volte giungono risposte negative, ed in taluni casi quasi assurde: come quando ci siamo sentiti definire "guerrafondai" per il fatto che i nostri manufatti si orientano soprattutto sulla riproduzione di mezzi militari che storicamente sono stati impiegati in eccidi e stragi. Bandirebbero dal modellismo tutti quei modelli di automobili coinvolti nei casi di omicidi stradali?». «I valori sui quali poggia il nostro lavoro - conclude Penzani - sono tutt'altro che guerrafondai. Crediamo nella ricerca e nello studio, nell'aiuto reciproco e nell'elevata espressione culturale, oltre che nel divertimento. E per questo proseguiremo nella nostra attività e, contestualmente, nella rierca di persone che vogliano condividere con noi questi valori. Le porte del nostro gruppo sono aperte a tutti, non solamente agli esperti. Il modellismo non è altro che l'intreccio di passione e tempo».

di Michele Scolari

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