CremArena a rischio chiusura

+ 38
+ 31


alt
CremArena, felice intuizione di Renato Ancorotti, nel periodo in cui era assessore alla Cultura, subirà una drastica cura dimagrante. Lo ha annunciato il suo successore e attuale titolare dell'assessorato, Paolo Mariani, che ha precisato la disponibilità dell'amministrazione comunale a non far pagare l'affitto dell'arena a chi vorrà organizzare spettacoli, ma che chi se ne farà carico dovrà contare sulle sue sole forze, perché il Comune di soldi per la cultura ne ha ben pochi. «Ho a disposizione 1.000 euro per il museo, 23mila per la biblioteca e 25mila per iniziative varie. L'alternativa sarebbe stata quella di litigare con il collega ai Servizi sociali per qualche euro in più, ma non l'ho ritenuto opportuno. D'altra parte, faccio notare che la stessa candidata sindaco del centrosinistra, Stefania Bonaldi, durante il confronto con i suoi sfidanti, domenica scorsa al San Domenico, ha detto che prima di tutto viene il sociale. Detto questo, per quanto mi riguarda, se mi trovo costretto fare una scelta sono più propenso a garantire fondi alla biblioteca e al museo, che esistono da più anni e svolgono una funzione educativa non indifferente. Io stesso ho beneficiato del servizio bibliotecario, grazie al quale ho potuto studiare durante il mio percorso scolastico ». «Comunque, CremArena è una realtà importante e nessuno intende lasciarla decadere» continua Mariani. «Semplicemente, quello che occorre è una maggiore oculatezza. L'esperienza dei concerti gratis, ad esempio, valida ancora fino a un anno fa, non potrà più essere ripetuta. Per questo, abbiamo deciso che, chi volesse organizzare eventi in quello spazio, dovrà pagarsi l'organizzazione, rifacendosi con il ricavato derivato dalla vendita dei biglietti. Mi auguro che si tratti di una situazione temporanea, dettata dall'emergenza. Altri motivi non ce ne sono ma, per il momento, non era possibile fare diversamente». Ancorotti, all'estero per motivi di lavoro, non era al corrente della novità ma si dice stupito che non ci sia nemmeno un soldo a disposizione per supportare l'esperienza di CremArena: «Capisco benissimo che le risorse sono molto ridotte, vorrà dire che occorrerà fare con quello che si ha a disposizione, ma che non ci sia niente del tutto non è possibile. È inutile parlare delle scelte dell'amministrazione attuale, visto che sarà in carica ancora per meno di un mese, ma chi vincerà le elezioni dovrà mettere mano a questo capitolo di spesa, perché sarebbe assurdo lasciar morire una realtà così bella e non lo dico perché l'ho ideata io». «Da parte mia» spiega ancora Ancorotti, mi sono sempre limitato a una funzione di supervisione. Chi ha avuto il merito di portarla ad alti livelli è il compianto Massimo Cogorno e Bruno Tiberi, con cui ho collaborato durante il mio mandato. Io credo che, con un po’ di managerialità in più, si possano fare buone cose anche con pochi soldi. È giusto far pagare l'organizzazione a chi è ospitato, ma si potrebbe studiare una sorta di “paracadute” economico da parte del Comune, che gli verrebbe restituito dopo la vendita dei biglietti. Occorre, però, che l'assessorato non si defili ma mantenga un ruolo organizzativo, avvalendosi di poche persone capaci. Il rischio, altrimenti, è che ne risenta la qualità dell'offerta artistica. Il progetto prevedeva che CremArena potesse fare a meno del sostegno comunale, che doveva essere un investimento necessario solo nella prima fase. Se così non è stato, significa che negli ultimi anni qualcosa non ha funzionato ».

Segnala questo articolo su