La protesta si fa a colpi di spray

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Violento è lo stato», «libertà ai No Tav», «Tav = Mafia» e «Terrorista è lo stato». Sono gli slogan che si ripetono sui muri di molti stabili della città. Da via Pedone a via Mantova, passando per porta Romana, via Rialto, via Postumia e via Pippia. In molti casi si assiste a un “botta e risposta” tra i pro e i contro l’alta velocità in Val di Susa a suon di vernice delle bombolette spray, in una oltraggiosa mancanza di rispetto per gli inquilini dei palazzi imbrattati e per l’intera città. Grande è la collera dei proprietari dei palazzi, presi di mira da coloro che, più che “writers”, si presentano come «semplici e volgari imbrattatori». Tanta è la rabbia e l’esasperazione della gente. Assieme a svariate proposte per una soluzione al problema: da quelle più dispendiose e tecnologiche, come l’installazione di videocamere di sorveglianza a lato delle abitazioni, a quelle più economiche e "tradizionali", tra cui l’istituzione di “ronde” per la sorveglianza. «Non mi sembra proprio il caso di aggravare le spese delle famiglie in tempi di ristrettezze economiche come quelle che stiamo vivendo», lamenta la proprietaria di una casa privata in via Pedone, aggiungendo che «questa però non è protesta: è inciviltà e scarso rispetto delle cose altrui ».

«Adesso si mettono pure a fare il botta e risposta, ormai più che muri abbiamo delle bacheche e ci manca solo che si mettano a scriverci la lista della spesa», è il commento esasperato di un residente in via Postumia, dove, sul muro di un’abitazione poco oltre l’incrocio con via Pippia, le scritte si susseguono in un “diverbio” dilungatosi per una quindicina di metri. «Non se ne può più. Avevamo ritinteggiato quest’autunno. Adesso installeremo la telecamera. E’ una spesa sicuramente inferiore rispetto a quella per far ridipingere il muro ogni due o tre mesi» sortiscono da via Rialto. E la protesta si allarga anche ai dirigenti di alcuni enti visitati (o ri-visitati) dai vandali, come la Casa di cura di via Mantova, o pubblici, come l’Asilo di via Pedone.

Una delle scritte a spray troneggia sul muro da poco ritinteggiato (e ripulito dalle precedenti scritte “tutti a Foggia”) della cabina elettrica delle Figlie di San Camillo, all’angolo con via Cerioli. Intanto da piazza Libertà il comandante della Polizia Locale Fabio Germanà Ballarino fa sapere che «le indagini sono partite», ad opera del nucleo di polizia giudiziaria del comando. «Al momento non vi sono ancora sufficienti elementi utili per identificare i responsabili», complice il fatto che «le zone interessate al momenti sono tutte sprovviste di telecamere». Di conseguenza «le indagini stanno procedendo nel modo classico, senza l’aiuto delle immagini video». Tuttavia «ci siamo comunque attivati intensificando i servizi di controllo sul territorio».

di Michele Scolari


  

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