Ancorotti: «Tasse riscosse dal Comune. Via Equitalia»

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«Occupazione, lavoro, sviluppo » questi gli argomenti messi a tema dall’incontro voluto nel palazzo della provincia a Crema, da Renato Ancorotti alla presenza di Antonio Agazzi, candidato sindaco a Crema per il Pdl e degli assessori al Lavoro e alla Formazione della amministrazione provinciale Paola Orini e della regione Lombardia Gianni Rossoni. «Molte aziende si stanno interrogando se sia il caso di stare sul mercato; la crisi sta colpendo duramente le aziende del nostro territorio». Bisogna dare risposte rapide e profonde se si vuole invertire un percorso negativo; e non solo da parte del governo centrale ma anche nelle realtà amministrative dove molto si può fare per sostenere l’occupazione e le aziende. Ancorotti indica tutta una serie di comportamenti virtuosi che la nuova amministrazione di Crema dovrà attuare se vorrà essere all’altezza del difficile compito che abbiamo davanti. «E’ necessario anzitutto promuovere l’arrivo a Crema di nuove imprese; favorire il loro inserimento sul nostro territorio offrendo incentivi per i primi anni; per questo la prossima amministrazione comunale dovrà rinunciare ad alcune entrate sapendo che solo l’impresa porta ricchezza e posti di lavoro ». E ancora: «Gli imprenditori che vogliono insediarsi a Crema chiedono infrastrutture moderne perché indispensabili per la competitività: il prolungamento della Gronda Nord e una nova arteria che dall’area industriale dell’ex Olivetti arrivi sulla Pandino- Soncino. Chiedono che Crema, in quanto capo comprensorio, governi il processo di sviluppo che verrà promosso dalla realizzazione della nuova autostrada Brescia-Milano (Brebemi); attuare l’ampliamento del PIP di S. Maria e dell’ex area Olivetti». Uno dei problemi più pesanti in questo periodo di crisi, è dato, nell’immediato, dalla difficoltà a pagare le tasse per i modi brutali e burocratici percepiti dagli imprenditori con cui agisce Equitalia con le fredde cartelle esattoriali. «Se è giusto e doveroso » chiarisce Ancorotti, «che tutti paghino le tasse, è pur necessario che sia ristabilito e riscoperto un rapporto umano con il fisco; in tanti comuni questo lo si sta facendo riaffidando ai propri uffici la riscossione del credito e togliendolo ad Equitalia: è una possibilità che già oggi la legge concede ai Comuni, e vorrei tanto che il nuovo sindaco facesse così». Tavolo permanente per lo sviluppo e l’occupazione con tutte le associazioni di categoria, i sindacati, l’amministrazione pubblica, gli imprenditori e gli istituti di credito perchè la crisi va superata assieme. Uno dei primi obiettivi? «Eliminare l’inutile burocrazia dal nostro comune: perché» si chiede Ancorotti, «per le pratiche urbanistiche si richiede il versamento in contanti? Perché, sempre all’ufficio di edilizia privata, non si accetta per gli atti di proprietà l’autocertificazione come prevede la legge?». Infine il capitolo della formazione. «Bisogna che l’amministrazione comunale lavori con l’università per creare dei corsi di formazione che seguano le richieste delle aziende; solo così si attiveranno sbocchi per il mercato del lavoro ». A sostegno della relazione di Renato Ancorotti si schiera Paola Orini. «Abbiamo attivato in provincia il Tavolo per le politiche attive del lavoro, perché non realizzarlo anche per Crema il Cremasco?» Più articolato e complesso l’intervento di Agazzi che ha ringraziato Ancorotti per il contributo significativo che sta dando al programma elettorale. «Il nuovo sindaco» si impegna Agazzi, «dovrà lavorare per ricompattare il Cremasco, sia sul fonte dei sindaci sia su quello della attività delle società partecipate». Il candidato sindaco per il Pdl accetta anche l’impegno a realizzare meno introiti per il Comune per concedere più benefici alle imprese a fronte di un nuovo rilancio imprenditoriale. Intervento conclusivo di Gianni Rossoni in veste di assessore regionale al Lavoro e alla Formazione. «Grazie ai nostri candidati stiamo affrontando una campagna elettorale seria perchè ricca di proposte. E’ venuto il momento non di chiedere, ma di dare alle aziende, specie quelle in crisi perché non si rassegnino e sappiano raddoppiare i loro sforzi e le loro capacità manageriali ».

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