La campagna elettorale si sta facendo incandescente. «Non accuse, ma dati di fatto» Agazzi attacca

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di Tiziano Guerini
Una campagna elettorale aggressiva? Forse era partita in modo troppo blando: ora, avvicinandosi il momento del voto, occorre fare chiarezza perché emergano meglio le differenze ». Non aggressione ma chiarezza, quindi: questo il pensiero di Antonio Agazzi candidato sindaco per il centrodestra, alla obiezione che alcuni gli rivolgono in riferimento ad alcune sue prese di posizione considerate forzature. «La verità è forse un'altra» afferma.«Sono stato spesso oggetto di attacco -personalmente e come centrodestra -; ora è giusto che ci sia da parte mia una reazione contro ogni strumentalizzazione». Chiarezza e reazione: queste le parole chiave di questi ultimi giorni di campagna elettorale da parte di Agazzi. «Chiarezza, per esempio, rispetto alla presenza nello schieramento di centrosinistra di una forte componente di matrice comunista ». Sembra essere una accusa vecchia, datata anni Novanta, propria del bagaglio polemico berlusconiano. «Non è così e per due motivi. Si tratta di una presenza ideologica evidente e dichiarata: Paolo Ferrero a sostegno della Federazione di sinistra a Crema, e Nichi Vendola per Sel, si rifanno esplicitamente alla dottrina comunista; lo stesso Pd ha al proprio interno una presenza che proviene storicamente dal vecchio Pci e si tratta non di una presenza qualsiasi, ma del gruppo dirigente ». La prova? «La scomparsa in pratica della proposta socialista ridotta a semplice comparsa. Il secondo motivo è dato dal metodo tutto comunista di dividere il mondo in buoni e cattivi e di pretendere di essere sempre dalla parte della ragione. Mi riferisco, per fare un esempio importante, alla questione delle Società partecipate. Non ci sto alla distinzione fittizia e strumentale fra “partecipate” buone e “partecipate” cattive, fra Scs Gestioni che va bene perché guidata da uno di sinistra (Bruno Garatti) e Scs servizi locali che va male perché ha come presidente uno indicato dal centrodestra (Ercole Barbati). Tutti sanno che non è così». A questo punto si impone un poco di cronistoria; Agazzi non si sottrae. «Ammetto che all’interno del complesso delle società partecipate sia avvenuta una involuzione che avremmo fatto bene a denunciare tutti per tempo (ad esempio la mutata situazione economico-finanziaria dei Comuni che non sono più in grado di affidare lavori e gestioni di servizi pubblici a Scs servizi locali, così come non ho mai condiviso la decisione del Pdl di esprimere direttamente tutti i cinque componenti del Cda di Scrp), ma nessuno è autorizzato a mettere la testa sotto la sabbia e a chiamarsi fuori dalle proprie responsabilità. Che sono comuni e che devono essere affrontate – questa la mia convinzione e proposta – con la corresponsabilità di tutte le forze politiche. Altrimenti – e questa è la mia denuncia – si fa della strumentalizzazione e non ci sto». Un altro tema elettorale su cui Agazzi insiste è quello della politica delle entrate. «Vedo che il centrosinistra si lancia nel solito trucco delle promesse. Mi chiedo con quali risorse economiche? O si tratta di promesse puramente elettoralistiche, cioè destinate a svanire dopo il risultato elettorale acquisito; oppure il centrosinistra pensa di gravare sui cittadini con una nuova pressione fiscale.

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