Abbonamento «cinque giorni» Studenti, la protesta continua

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Crema - Continua la protesta degli studenti pendolari contro i pullman di Adda Trasporti, di cui si servono ogni giorno per raggiungere le scuole di Crema da ogni parte del territorio. Nel mirino degli studenti, gli aumenti decisi dalla società ma, soprattutto, la cancellazione dell’abbonamento 5 giorni, ritenuto il più conveniente per i loro interessi. Su quest’ultimo punto, però, Adda Trasporti è stata irremovibile, in quanto la tipologia di abbonamento è ormai incompatibile con la normativa regionale in materia e solo la nostra provincia ne beneficiava in tutta la Lombardia. I pendolari, però, lamentano anche affollamenti e ritardi dei mezzi di trasporto che, ai loro occhi, non giustificano per nulla gli aumenti decisi da Adda Trasporti. Da qui, l’idea di un boicottaggio a oltranza, comprendente anche viaggi gratis, senza acquisto di biglietti. La legge, infatti, impedisce di far scendere i minorenni dai mezzi di trasporto fino a che non siano arrivati a destinazione. Chi non se la sente di adottare un provvedimento così radicale, si sta già organizzando per andare a scuola in bicicletta, in treno o accompagnato in auto dai genitori che, per inciso, si dichiarano al fianco dei figli in questa battaglia e comprensibilmente, considerato che sono loro i veri danneggiati dall’aumento dell’abbonamento. Sono attese anche assemblee in tutti gli istituti scolastici e una manifestazione pubblica per le vie di Crema è prevista per giovedì 3 maggio ma, nelle intenzioni degli studenti, la mobilitazione contro Adda Trasporti proseguirà fino a che l’obiettivo non sarà raggiunto. E, tuttavia, il fronte dei contestatori non è così unito: a mostrare da subito qualche crepa è la posizione assunta dal Comitato pendolari cremaschi, di cui è portavoce Stefano Begotti. Il Comitato riunisce un centinaio di persone, che utilizzano i mezzi di trasporto per lavoro, e prende parzialmente le distanza dagli studenti. «Nulla da obiettare in merito alle ragioni della protesta» ci spiega Begotti. «Quelle rimangono valide anche per noi ma, come ho più volte sottolineato, la cosa più importante è non passare dalla parte del torto e, nel caso dell’azione programmata dagli studenti, ne vedo il rischio. L’iniziativa che avevo loro suggerito e che mi sembrava più adatta in questo frangente consisteva nel comprare il biglietto ma non mostrarlo al controllore». «A mio parere» continua Begotti, «sarebbe stato meglio attendere prima di prendere posizioni così radicali. È infatti in corso una trattativa con Adda Trasporti, riguardo ad alcuni temi sollevati dai pendolari e, da parte dell’azienda, mi sembra di aver riscontrato la buona volontà di venire incontro ad alcune nostre esigenze. Mi riferisco alla possibilità di rateizzare l'abbonamento e all'eliminazione delle penali, in caso di recesso anticipato dell'abbonamento annuale. Considerate queste aperture, avrei atteso le risposte da parte di Adda Trasporti». Quest’ultima, per tramite del suo direttore di esercizio, Corrado Bianchessi, preferisce evitare commenti in merito all’azione di protesta: «Mi limito a dire che le regole valgono per tutti e non sono regole che abbiamo stabilito noi: non faremo scendere nessuno dal pullman perché non ha il biglietto, semplicemente, non lo faremo salire. Il problema verrà così risolto a monte. Apprezzo, invece, le posizioni più concilianti, perché vengono incontro ai nostri obiettivi, che sono quelli di rendere il servizio che offriamo sempre più innovativo, competitivo e accessibile. È stato avviato un tavolo di confronto e spero che possa portare a soluzioni le più condivise possibili».

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