«Le aziende chiedono di non essere lasciate sole»

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La sede cremasca di Confcommercio, in via del Commercio, inaugurata lunedì scorso. Presente Carlo Sangalli

Attiva già da un po’ di tempo, la sede cremasca di Confcommercio, l’ultima associazione di categoria approdata a Crema, è stata ufficialmente inaugurata lunedì scorso nella zona industriale, guarda caso proprio in via del Commercio. L’evento ha visto la partecipazione del presidente nazionale dell’associazione, Carlo Sangalli, venuto di persona a festeggiare l’apertura della nuova sede, che ha colto l’occasione per affrontare la situazione allarmante in cui si dibatte l’economia, specie quella dei servizi, che la Confcommercio chiede a gran voce di difendere e rilanciare. «È bene ricordare» sottolinea Sangalli, «che il nostro settore garantisce il 58% del pil nazionale e il 53% dell'occupazione. Proprio per questo occorre che la politica intervenga, perché la fiducia della gente è ormai ai minimi storici. Quest'anno, i consumi sono diminuiti del 2,7% ma, se cala la domanda interna, la risposta non può essere un aumento dell’Iva, al contrario di quanto programmato dal governo che, entro il 2014, ha previsto ulteriori incrementi dell'imposta. In questo modo, verranno bruciati 38 miliardi di euro di potenziali consumi. Quello che serve, invece, è mettere in campo provvedimenti coraggiosi: una radicale revisione della spesa pubblica e una lotta all'evasione, per ridurre al più presto il livello della pressione fiscale, che sta diventando insostenibile». Occorre, dunque, un’associazione umile, nel senso che sappia ascoltare le esigenze delle imprese, ma autorevole e determinata, per poterle trasmettere a chi ha la responsabilità di prendere decisioni. Come spiega Claudio Pugnoli, presidente provinciale di Confcommercio: «Le aziende chiedono di non essere lasciate sole ma questo comporta un aumento di responsabilità. A tutti e a ciascuno è chiesto di fare di più. Arriviamo a Crema con umiltà ma anche con l’orgoglio di essere la più grande confederazione italiana. Proprio qui, abbiamo un esempio eloquente di quanto la crisi di una grande impresa, la Olivetti, sia stata superata grazie al sostegno alla nascita di piccole e medie imprese. Le stesse che ancora oggi rendono questo territorio particolarmente dinamico». Quell’«A tutti» riguarda ovviamente anche la politica, rappresentata, lunedì, dall’assessore regionale al Lavoro, Gianni Rossoni e dal presidente della Provincia, Massimiliano Salini, intervenuti insieme al sindaco Bruno Bruttomesso, al prefetto Bruno Tancredi di Clarafond e al vescovo Oscar Cantoni. Alla Regione, Confcommercio riconosce il lavoro che sta facendo con la promozione delle reti di impresa, importanti nel favorire il dialogo tra i diversi settori del mondo produttivo. Il presidente Salini, invece, sottolinea l'urgenza di una rappresentanza politica ma anche associativa, che torni a mettere al centro la persona che investe. «È un problema di mentalità» invita a riflettere il presidente della Provincia: «Deve tornare a essere l'imprenditore l'asse attorno a cui modellare un sistema di regole e non viceversa. Dobbiamo rigettare l'idea, dominante ormai da molti anni, che la ripartenza sia possibile, pur continuando a schiacciare in un angolo proprio la cultura imprenditoriale, l'unica che invece può liberare le energie creative che servono alla causa».
Gionata Agisti

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