Primo maggio, la polemica di Casa Pound: striscione choc davanti al cimitero

+ 29
+ 24


“Buon 1 maggio, lavoratore suicidato”: questo diceva lo striscione apparso davanti al cimitero di Cremona nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio. Una provocazione lanciata in tutta Italia e targata Blu, Blocco Lavoratori Unitario, sindacato nato in seno a CasaPound Italia, che aveva già messo a segno negli ultimi mesi due azioni contro i licenziamenti avviati dall’azienda di autotrasporto trentina Arcese e dalle Officine meccaniche ferroviarie del Salento e un blitz coordinato in una cinquantina di città italiane contro la riforma del lavoro e la modifica dell’articolo 18. 

Anche questa volta, l’azione è stata compiuta simultaneamente in una cinquantina tra città e piccoli centri dal Nord al Sud del Paese. “Ci sono sindacati che non festeggiano”, si legge in calce ai volantini 'choc' diramati dal sindacato: l’immagine rappresentata è quella di un operaio impiccato che pende da un grande ‘1’. A lato la scritta: “Forse non ti interessa più, ma a Roma oggi c’è un gran concerto. Buon 1 maggio, lavoratore suicidato”. Casa Pound ha attaccato pesantemente anche iil tradizionale concerto promosso a Roma da Cgil, Cisl e Uil in piazza San Giovanni, che anche quest'anno ha visto un'ampia partecipazione. 

«Rifiutiamo la logica da ‘panem et circenses’ dei sindacati, anche perché di ‘panem’, a differenza di quanto avveniva nell’antica Roma, oggi non se ne vede più - sottolinea Blu in una nota - Di fronte a una lista di imprenditori e lavoratori ‘suicidati’ da uno Stato strozzino che si allunga ogni giorno di più e a una riforma che punta a ridurre i lavoratori in stato di servaggio, Cgil, Cisl e Uil non sanno fare di meglio che pretendere di utilizzare come una vetrina, peraltro a costo zero, piazza San Giovanni, sperando così di far dimenticare a suon di musica la loro inettitudine. Noi però a questo gioco ipocrita non partecipiamo. E’ il 1 maggio, ma non c’è niente da festeggiare».

Segnala questo articolo su