Mani sempre pulite contro la trasmissione di malattie

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Mani sempre pulite per evitare la trasmissione di batteri e germi. Questo l'imperativo per la Giornata mondiale per l'igiene delle mani, che come ogni anno si svolgerà il 5 maggio. All'ospedale di Cremona per l'occasione saranno appesi dei cartelloni informativi e nei reparti verranno distribuiti dei questionari (da compilare in anonimato), per valutare le conoscenze del personale sanitario su questo tema. Infine alcuni primari illustreranno personalmente le procedure per l'igiene delle mani.

«Si tratta di un progetto mondiale che Cremona porta avanti dal 2007 come centro pilota» spiega il dottor Angelo Pan, medico infettivologo dell'Azienda ospedaliera di Cremona. «A questo proposito nel corso di questi anni abbiamo fornito tutti i reparti dell'ospedale, stanza per stanza, di flaconi di soluzione idroalcolica, come previsto dall'Oms. Abbiamo formato i medici e il personale sanitario all'esecuzione di una corretta igiene delle mani, valutando poi i comportamenti nei vari settori. Nei reparti più difficili, in cui vi sono i malati più complessi, magari colonizzati da germi multiresistenti, come ad esempio medicina generale, pneumologia o terapia intensiva, bisogna invece portare avanti un'azione più incisiva. Ad esempio capita di trovare problemi di questo tipo nei pazienti che provengono dalle Rsa».

Per quale motivo l'igiene delle mani si rivela così importante?

«Perché oggi, con la presenza sempre più diffusa di germi multiresistenti, che l'antibiotico non riesce a sconfiggere, l'igiene delle mani è uno dei mezzi più utili per evitare delle contaminazioni».

Ma lavarsi le mani non dovrebbe essere una cosa normale?

«In realtà non del tutto. Anzi, purtroppo ancora oggi molte persone non si curano di questo aspetto. Basta guardare cosa accade nei bagni pubblici per rendersene conto: tantissime persone ancora oggi escono senza essersi lavate le mani. E' una procedura che purtroppo non è ancora entrata nelle abitudini comuni della gente, anche se negli ultimi due anni abbiamo fatto un bel salto in avanti».

Come mai?

«Decisiva, in questo senso, è stata l'epidemia di H1N1 che si è verificata un paio di anni fa: è stata quella a portare alla diffusione delle soluzioni idroalcoliche, che tutt'oggi molti portano sempre con sè.

Ma anche tra i medici stessi ci vorrebbe un salto culturale: è ancora forte la convinzione che l'igiene delle mani sia un modo per proteggere se stessi da eventuali contaminazioni, ma è vero anche il contrario: le mani vanno pulite anche prima di visitare il paziente, per evitare di trasmettergli eventuali germi. Cosa che invece non sempre viene fatta. I medici dovrebbero abituarsi a trattare la visita al paziente come l'intervento in sala operatoria: dovrebbe esserci la stessa fase preparatoria dal punto di vista dell'igiene e della pulizia. Questo permetterebbe di diminuire drasticamente le contaminazioni.

Basti pensare che in Inghilterra grazie a un programma per limitare la diffusione dello stafilococco aureo meticillino resistente si è avuto un calo delle setticemie dell'85%.

A questo proposito in Italia sono state realizzate delle linee guida contro la diffusione di questo batterio, che prevede prima di tutto l'igiene delle mani».

Che altro si può fare?

«La strada da percorrere è ancora molta. Qui in ospedale nel 2012 abbiamo in programma di valutare il consumo di soluzione idroalcolica nei vari reparti, per vedere quanto si avvicinano all'obiettivo raccomandato (pari a  20 litri ogni mille giornate di degenza).

Attualmente si consuma circa un terzo di quanto raccomandato, e dobbiamo fare in modo che tale consumo venga incrementato. Purtroppo ancora molti medici sono convinti che l'utilizzo dei guanti di gomma sia un'alternativa all'igiene delle mani, ma non è così. Importante, poi, è anche l'emulazione: è dimostrato, infatti, che se un primario mette in atto costantemente una determinata prassi, gli altri medici tendono a emularlo. E' uno dei motivi per cui durante la Giornata mondiale per l'igiene delle mani alcuni primari si impegneranno a illustrare la pratica di una corretta igiene delle mani, a scopo dimostrativo».

di Laura Bosio

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