Crema: Canile, nessuno lo vuole

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Quella del nuovo canile di Crema è una storia che tarda a vedere la conclusione ma il tempo incalza perché, il prossimo 31 dicembre, scade la convenzione che permette di continuare l’attività nell’attuale sede di via del Macello, la cui struttura avrebbe dovuto essere chiusa già a fine 2011. L’amministrazione Bruttomesso era partita con l’idea di realizzare il nuovo canile a Crema e aveva stanziato 250mila euro per il terreno da mettere a disposizione dell’Enpa - Ente nazionale di protezione animali -, che doveva sorgere tra la città e il comune di Offanengo. Il progetto prevedeva un prefabbricato, realizzato da una ditta specializzata, con 130 posti per i cani e 20 per i gatti. Annessa, ci doveva essere una struttura ambulatoriale veterinaria e un’area verde, per consentire agli animali di muoversi liberamente.

L’intera struttura richiedeva uno spazio di circa 5mila metri quadrati. «Alcuni sindaci dei Comuni limitrofi, però» puntualizza Bruno Bruttomesso, «in particolare Madignano e Romanengo, hanno espresso la loro contrarietà, sostenendo che bisognava affidare la realizzazione del canile alla partecipata Scrp, perché altrimenti non sarebbe stato chiaro di chi sarebbe stata la proprietà, se del comprensorio cremasco o dell’Enpa stesso. Dopodiché, Scrp ha preso in mano la situazione ed è riuscita a individuare un’area nel comune di Castelleone, vicino all’impianto di smaltimento rifiuti Biofor, che si affaccia sulla Paullese. Ora, però, sembra che ci siano dei problemi. Mi dispiace, perché quello del canile era un mio pallino e avrei voluto chiudere l’esperienza amministrativa con questa realizzazione ». I problemi di cui parla il sindaco riguardano il fatto che, per quanto riguarda la soluzione castelleonese, è necessario trovare un accordo con il proprietario del terreno vicino e, comunque, occorre una variante al Piano di Governo del Territorio del Comune di Castelleone, perché quella è un’area agricola. «Da parte nostra, non abbiamo nulla in contrario a realizzare la struttura nel nostro territorio» ci fa sapere il sindaco di Castelleone, Camillo Comandulli. «Finora, però, il proprietario è stato contattato solo in via informale da Scrp, non c’è ancora nulla di concreto. Entro la fine del mese, avremo un altro appuntamento e vedremo se è possibile una mediazione tra le parti. Nel caso, però, ci vorranno dei tempi tecnici per la variante: un iter burocratico che richiede dai 4 ai 5 mesi». Problema analogo anche a Madignano, che Scrp si era riservata come piano B, individuando un terreno all’altezza del Mercatone Uno, dall’altra parte della carreggiata. Qui, una variante al Pgt non servirebbe ma, anche in questo caso, nasce un problema: quella, infatti, è la zona dove dovrebbe passare l’eventuale tangenziale Sud, quella che servirebbe a liberare l’abitato dal traffico della Paullese.

Il sindaco di Madignano, Virginio Venturelli, ha proposto allora un’altra soluzione: «Scrp è già proprietaria di un terreno nel Comune di Crema, all’altezza della tangenziale: un’area di 20mila metri quadrati già adibita a servizi. È vero che era destinata a ospitare un nuovo impianto di Scs gestioni, ma questo nuovo impianto è stato appena realizzato in via Colombo. Si tratta di un’area già a disposizione, per cui non vanno spesi dei soldi e, inoltre, presenta il vantaggio di avere l’accesso alla Paullese». Insomma, non si può dire che non ci siano proposte sul tavolo. Comunque, il presidente di Scrp, Corrado Bonoldi, non si fa troppi problemi e invita tutti a mantenere il sangue freddo: «Non c’è alcuna difficoltà. Stiamo valutando il da farsi e procedendo all’individuazione definitiva del sito. Ma una cosa è chiara: il canile lo si fa e lo si finisce e, se non si riuscirà a terminarlo per il 31 dicembre, vorrà dire che lo consegneremo il 31 gennaio».

Gionata Agisti

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