Cna Cremona: «Contro usura e mafia è necessario agire insieme»

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La CNA di Cremona, nel corso degli ultimi mesi, ha aderito e sottoscritto importanti accordi per contrastare il fenomeno dell’illegalità nel mondo del lavoro. Da sempre molto attenta ai fatti di cronaca che coinvolgono le imprese, non solo del nostro territorio, la CNA ha deciso di diventare parte attiva per cercare di contrastare un fenomeno in via di espansione.
«Quello che abbiamo letto nelle ultime ore (leggi l'articolo), ma anche nelle scorse settimane – afferma Corrado Boni, Vice Presidente di CNA Cremona - sono gravi episodi che deve portare il mondo economico e istituzionale a fare una riflessione profonda. Ricordiamo tra queste le indicazioni che il Procuratore Roberto Di Martino e il giudice Guido Salvini si erano già espressi circa la situazione del nostro territorio, ma soprattutto ricordiamo alcune segnalazioni fatte degli stessi funzionari della CNA, che vivendo quotidianamente vicino alle imprese hanno il polso della situazione reale».
La CNA di Cremona ha nell’ultimo anno già mosso qualche passo in questa direzione. Prima l’accordo Provinciale presentato da CGIL CISL e UIL sulle tematiche per la diffusione di iniziative per la trasparenza negli appalti e l’affermazione della legalità nel lavoro, poi, qualche mese, l'adesione all’associazione Libera e per ultimo, nel mese di Aprile, la decisione di recepire l'art.3 dello statuto delle imprese modificando il codice etico a cui ogni associato dovrà attenersi. Infatti ora le imprese associate sono tenute a respingere e contrastare ogni forma di estorsione, usura e altre tipologie di reato, denunciando e collaborando con forze dell’ordine e istituzioni, anche con l’assistenza della CNA stessa.
«Riteniamo - prosegue Boni - che il mondo imprenditoriale debba fare la sua parte. Non bastano le forze dell’ordine, i magistrati e l’intera macchina pubblica: anche nella nostra provincia dobbiamo urgentemente fare un gioco di squadra, costruire Reti con le forze produttive e sociali per stimolare la ricerca delle misure adeguate». 
Le mani della criminalità sulle imprese confermano come la mafia sia il più grande agente economico del Paese, in grado di muovere un fatturato che si aggira intorno ai 140 miliardi di euro. Una massa enorme di denaro che passa dalle tasche delle imprese italiane a quelle dei mafiosi, con le imprese stesse che arrivano a subire anche 1.300 reati al giorno. «E’ facilmente immaginabile  - conclude Boni - che il Credit Crunch oggi crea un terreno fertile per il fenomeno dell’usura. Ogni giorno siamo in prima linea con il nostro confidi “Sviluppo Artigiano” per garantire l’accesso al credito prestando garanzie sussidiarie e riuscendo ad ottenere delle condizioni agevolate. Sarebbe opportuno riconoscere questo nostro fondamentale ruolo sociale sostenendo, mediante un deciso intervento pubblico, tutti i confidi delle associazioni imprenditoriali. Dopo la fase sperimentale, ci auguriamo che decolli anche il Rating antimafia e che porti dei concreti benefici di accesso al credito alle imprese virtuose che operano nel nostro territorio: tante piccole attività che portano a un deciso e convinto contrasto del problema. La CNA ha iniziato e prosegue su questa strada. Ci auguriamo che anche altri ci seguano con la stessa convinzione».

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