Enrico Dindo, le suites secondo Bach

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Le suites per violoncello di Bach come raramente le avete sentite: le ha portate in scena ieri sera Enrico Dindo, violoncellista protagonista dell’incontro-concerto che replicherà questa sera presso il teatro Ponchielli in occasione del Festival Monteverdi. Il musicista ha eseguito le suites “dispari”, mentre le altre tre verranno proposte questa sera: “Una decisione di carattere pratico: le composizioni presentano difficoltà esecutive crescenti, mentre la quinta richiede l’abbassamento di un tono della corda più grave, il Do: ho deciso di eseguirla come conclusiva della prima serata, in modo tale da dare il tempo allo strumento di riassestarsi una volta riportato alla sua accordatura originale”. Prima dell’esecuzione Enrico Dindo, in compagnia di Oreste Bossini, ha introdotto le composizioni permettendo al pubblico di conoscerne meglio storia, carattere e intenti espressivi. “Sebbene siano state composte intorno al 1820, la storia delle Suites inizia molto tempo dopo”, ha spiegato Bossini. “Ci è voluto molto tempo prima che venissero proposte in una sala da concerto, mentre non sono state incise prima degli anni Trenta del Novecento, e pubblicate per la prima volta soltanto dopo la guerra”. Composizioni barocche, dunque, che però fanno parte della storia recente della musica e che proprio per questo spesso risentono di una esecuzione fortemente intrisa del gusto e della sensibilità odierni. “Ho cercato di fare un lavoro di riscoperta filologica, costringendomi a dimenticare tutto ciò che mi era stato insegnato sulle suites”. Le intenzioni si sono tradotte in un’esecuzione dal fraseggio leggero che può aver destato sorpresa all’inizio: sin dalle prime, forse più celebri battute della prima suite le note scorrono rapide, senza l’enfasi melodica alla quale buona parte delle esecuzioni contemporanee hanno ormai abituato gli ascoltatori, prediligendo un deciso contrappunto del tutto fedele allo spirito barocco delle composizioni che non ha mancato di conquistare il pubblico in sala.

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