La giunta tra dieci giorni. Chi è in lizza

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Crema -Fatte le elezioni, eletto il sindaco, definita la composizione del consiglio comunale, cosa ci aspetta? Sono i giorni febbrili delle trattative; quelle in cui i partiti analizzano il loro risultato e cercano i necessari riscontri per organizzare i propri comportamenti in aula degli Ostaggi: la maggioranza come le minoranze. Sono i giorni di fuoco per il nuovo sindaco: per il 21 maggio dovrà recarsi alla prima riunione del consiglio comunale ed annunciare la squadra di giunta. Scelta del presidente del consiglio (si sussurra il nome di Vincenzo Cappelli), dei capigruppo e degli assessori. Capitolo capigruppo. Per qualche gruppo il problema non si pone: quelli che hanno avuto un solo eletto hanno già risolto il problema. Le difficoltà sono per gli altri. Nel Pd, ad esempio. Otto eletti con qualche “grande vecchio” ad avanzare la propria candidatura: Felice Lopopolo, Vincenzo Cappelli oppure Matteo Piloni, giovane, ma pur sempre segretario del partito; per quest’ultimo si parla di un possibile incarico in giunta; se così fosse a subentrargli in consiglio comunale sarebbe la segretaria cittadina del Pd, Teresa Caso. Più complessa la situazione nel Pdl che deve direttamente rapportarsi con la lista «Agazzi Sindaco»: entrambe infatti hanno visto eletti ciascuna tre consiglieri e non è facile immaginare una loro integrazione con le polemiche che sono divampate in questi giorni. Con ogni probabilità si definiranno le situazioni elettorali con due gruppi e due capogruppo: Simone Beretta per il Pdl e Antonio Agazzi per la sua lista civica. E per l’indicazione dei sei componenti la giunta? I singoli gruppi hanno le loro aspettative. Il Pd rivendica il proprio ruolo ampiamente maggioritario nello schieramento di centrosinistra e ambirebbe a tre assessori che assommato al sindaco, di espressione Pd, costituirebbe la maggioranza della giunta. Sinistra Ecologia e Libertà - che si aspettava di più dal voto - non può non cercare di rafforzarsi con l’indicazione di un proprio assessore, forse lo stesso “competitor” delle primarie: Emanuele Coti Zelati. la Federazione di Sinistra - che è uscita rafforzata dal voto (due consiglieri contro uno solo per Sel) - non vorrà essere da meno: non è un mistero che un assessorato alle politiche sociali sarebbe da loro particolarmente gradito. E per le liste civiche cosa rimane? E per chi si è impegnato personalmente in campagna elettorale accanto alla candidata sindaco, nessun riconoscimento? Alessandra Ginelli potrebbe essere scelta come assessore all'Istruzione e all'Universitò. Agostino Savoldi come assessore alle Attività produttive, incarico che ha già svolto ottimamente in Provincia. Altrettanto delicato è il tema di dare un equilibrio alla maggioranza di governo della città. Bisogna constatare che non essendo stato eletto nessun candidato del Terzo Polo, non avendo raggiunto il quorum elettorale sufficiente la lista civica «Obiettivo Crema », ridimensionata la Lega ora rappresentata dal solo Alberto Torazzi, è venuto meno quel “centro” che faceva da equilibrio fra Pdl e Pd. Tanto più che, oltre a Sinistra Ecologia e Libertà c’è ora una rappresentanza agguerrita della Federazione della Sinistra: una maggioranza sbilanciata a sinistra? Se questo dovesse significare una particolare attenzione alle problematiche sociali, diventa abbastanza necessaria anche un'accurata azione di tagli delle spese comunali superflue o inutili e il massimo impegno a favorire, con il sostegno alle imprese, lo sviluppo e l’occupazione. 

T.G.

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