Iva applicata alla Tia: come chiedere il risarcimento

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La TIA (Tariffa d'igiene ambientale) è un tributo, nonostante sia stata chiamata “tariffa”, e pertanto non può essere soggetta ad IVA. Per questo motivo, tutti coloro che hanno pagato l'Iva sulla TIA potranno richiederne il rimborso al proprio gestore dei rifiuti. 

Come chiedere il rimborso
Il primo passo è chiedere il rimborso dell'Iva pagata negli ultimi 10 anni al proprio gestore del servizio rifiuti tramite raccomandata A/R, utilizzando il modulo in calce reperibile al link . Se il gestore si rifiuta di rimborsare l'imposta oppure non risponde entro 15 giorni, si potrà adire il giudice di pace della propria città, anche senza avvocato per importi inferiori a 1.100 Euro tramite una citazione orale. Per chi fosse interessato, è possibile anche il servizio a contributo minimo "Scrivimi un ricorso". Se si è interessati al servizio, e solo nel caso in cui la richiesta di rimborso sia stata rigettata o ignorata, è possibile scrivere per email a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

 

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INIZIO MODULO

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Raccomandata A/R


Al legale rappresentante pro tempore del Gestore del servizio

Con sede legale in………., via………..

e p.c.

al Comune di residenza

 
Aduc - Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

via Cavour 68, 50129 Firenze

(questa e' sufficiente per posta ordinaria) *

 

Oggetto: Richiesta di ripetizione per indebito oggettivo ai sensi degli artt. 2033 c.c. e seguenti – Iva corrisposta e non dovuta

 

Premesso che:

 

- Dal…..al……[specificare gli anni per i quali si chiede il rimborso, che possono retroagire fino a 10, termine di prescrizione dell’azione di ripetizione dell’indebito] ho effettuato il pagamento della Tia1 (Tariffa d’Igiene Ambientale) da Voi erroneamente maggiorata dell’Iva per l'immobile sito in ......[città, via, interno, piano];

- Che l’Iva in questione non è dovuta, stante la natura “tributaria” delle somme corrisposte e non “corrispettiva”, secondo quanto ormai chiarito dall’intervento della Corte Costituzionale prima (sent. 238/2009) e dalla recente sentenza della Cassazione n. 3756 del 9 marzo 2012;

- Che pertanto quanto pagato in eccesso è di……………euro e costituisce indebito oggettivo ai sensi dell’art. 2033 c.c. ripetibile, entro 10 anni dal pagamento;

 

intima la ripetizione di euro……………. entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della presente, da effettuarsi tramite bonifico bancario [ovvero altra modalità – indicare quale sin d’ora]. Laddove la presente rimanga inevasa, sarò mio malgrado costretto ad adire tutte le vie giudiziarie competenti (Giudice di Pace).

 

La presente valga quale messa in mora, interruttiva di ogni termine di prescrizione.

 

Data, luogo

 

Firma

 
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FINE MODULO

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