Spending review anche a Cremona

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Non sarà facile gestire il bilancio del 2012, per il Comune di Cremona. Occorre, infatti, reperire risorse per 15 milioni di euro, così composti: da un lato, 9 milioni di euro di disavanzo certi (a causa del taglio dei trasferimenti da parte dello Stato per 5 milioni e 100mila euro, a cui si aggiunge un aumento dei costi da inflazione di oltre tre milioni di euro); dall'altro lato, 6 milioni e 400mila euro sono bloccati dal patto di stabilità. Come procedere? Un bell'impegno per l'assessore al Bilancio, Roberto Nolli, che dovrà ripensare uscite ed entrate dell'intero sistema amministrativo. «Il Comune deve metterci la faccia e trovare una soluzione, ma voglio ricordare che questa è una decisione che non va presa dalla sola maggioranza: questa manovra è stata votata da Pdl, Pd e Terzo Polo, quindi la responsabilità è sì della maggioranza ma è altrettanto importante che arrivino proposte anche dall'opposizione. A questo proposito, ho già invitato i gruppi consiliari a incontrarci e a portarci delle proposte».

Come procederete?

«Il Governo ci chiede di ottimizzare le spese e le entrate, di intervenire sulle tariffe e di sbloccare le leve fiscali che sono in mano ai comuni (Imu, Irpef, Cosap, tassa di scopo, ecc). Comunque il primo passo, che sto già facendo, è quello di incontrare uno per uno tutti gli assessori e i dirigenti su ogni voce di bilancio, valutando la flessibilità possibile e i tempi necessari per ridurre i costi. Si dovranno poi valutare i vari servizi, individuare se vi sono dei doppioni e tagliare dove serve. Il risultato finale sarà dove e come si possa ottimizzare, e sarà qui che l'opposizione dovrà mettere del suo, portando delle proposte. Non possono chiederci da un lato di tagliare più spesso l'erba o di fare le piste ciclabili e dall'altro di diminuire le imposte».

Tra i tagli già in programma ci sono anche quelli degli stipendi degli assessori...

«Il taglio è del 26%, e a partire da maggio ogni assessore dovrà restituire quanto percepito in più da gennaio a oggi in maniera rateale. Voglio comunque far presente che questa giunta costa il 40% in meno, complessivamente, di quanto costava quella precedente».

Lei ha parlato di tagliare un po' in tutti i settori. Avete già individuato dove vi è più spazio di manovra?

«Bisogna lavorare studiando i singoli servizi. Ad esempio, sugli asili nido si può risparmiare gestendo meglio i turni delle maestre e alcuni fattori variabili, quali doposcuola, retta e numero di alunni per maestra. O ancora, si può dimezzare il numero delle guardie giurate nei musei cittadini, che oggi ci costano 400mila euro. Ci sono i costi del taglio erba, che potrebbero essere affidate a dipendenti interni anziché appaltati alle cooperative. E questo vale per tutti i servizi esternalizzati: bisogna valutare se è più conveniente utilizzare risorse interne.  O ancora si può ridurre la frequenza delle pulizie negli edifici pubblici. Tuttavia queste operazioni di ottimizzazione saranno graduali, perché bisogna rispettare le scadenze dei contratti di servizio».

Il secondo passaggio è quindi quello di aumentare le tariffe dei servizi?

«Voglio ricordare che Cremona ha una delle più basse coperture dei costi dei servizi: essa è infatti pari al 40%. La stessa Corte dei Conti ci contesta che si tratta di una copertura troppo bassa. In tutti i servizi il Comune mette cinque milioni e mezzo di euro di tasca sua. Dovremo quindi valutare se ritoccare alcune tariffe, tanto più sui servizi che lo Stato non riconosce come fondamentali e obbligatori. Ad esempio l'asilo nido è tra quelli non fondamentali, ed è un servizio in perdita. Lo stesso vale per la cultura. Solo per i musei spendiamo 2,2 milioni di euro, contro un incasso di 150mila. E' ovvio che in un'ottica di tagli le cose non possono rimanere così».

Parliamo delle tasse, il terzo punto di intervento.

«A inizio anno ho già detto che non avremmo aumentato Tarsu, Cosap, imposta di scopo, tassa di soggiorno e imposta di pubblicità, e manterrò questa parola. Dunque la flessibilità sarà sostanzialmente sull'Imu».

In che modo?

«C'è un ordine del giorno del Pd in cui ci chiedono di esplicitare il prima possibile le quote Imu, ma quelle in realtà saranno le ultime cose che decideremo, in quanto prima viene tutta la parte dei tagli. Stiamo facendo un grosso sforzo per lasciare allo 0,4% l'imposta sulla prima casa, e quindi si dovrà agire sulla seconda casa, per la quale dovremo valutare di quanto sarà necessario aumentare l'imposta».

Quali sono i tempi degli interventi?

«Il 22 e 23 maggio ogni assessore illustrerà alla maggioranza la flessibilità possibile in ogni settore. Un altro incontro, fissato per il 28 maggio, ci permetterà di prendere la decisione finale, che dovrà poi essere portata avanti come proposta di variazione di bilancio. Nel frattempo aspetto gli interventi dell'opposizione, che già ho sollecitato. Per ora le risposte ci sono state: Quinzani e Italia dei Valori hanno già fissato i propri incontri. Per quanto riguarda il Pd, invece, ci ha chiesto il tempo di potersi riunire, per poi comunicarci le loro intenzioni. La Lega si è invece riservata di valutare le nostre proposte e di confrontarsi con noi».

 Il suo parere sulla manovra governativa?

«In un momento di crisi è normale che si debba tagliare, solo che secondo me è stato un errore fare dei tagli in maniera lineare. Avrebbero dovuto utilizzare degli indici, in base ai quali venivano tagliate più risorse ai comuni spreconi. Se ad esempio noi spendiamo per 6 per un servizio che potrebbe costarne 5, abbiamo certo meno spazio di manovra di chi, per lo stesso servizio, spende 10».

di Laura Bosio 

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