Casalmaggiore: Il fracasso arriva in Municipio

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Pomeriggio caldo quello di giovedì nel palazzo municipale di Casalmaggiore. La presenza del Difensore Civico della Provincia di Cremona, avvocato Marialuisia D’Ambrosio, è stata la pietra angolare per dare il via a tre spinose questioni sollevate da privati cittadini. Ai dibattiti hanno partecipato, oltre alle controparti, il sindaco Silla, il suo vice Borghesi, l’assessore Pasotto, i consiglieri di minoranza Gardani e Ferroni, il capo dei vigili Biffi e il comandante dei carabinieri di Casalmaggiore Bertinelli. Vediamo le tre questioni nel dettaglio.

QUESTIONE BAIA-VIA ITALIA I decibel al centro di tutto. Quelli che provengono dal locale in riva al Po “La Baia” e che disturbano, stanti le lamentele dei residenti, tutti coloro che abitano in via Italia; ma anche quelli che si sono alzati in certi momenti della seduta. Il problema, per quanto concerne i rappresentanti dei residenti in via Italia è duplice: “Da un lato” dicono i portavoce “si concedono troppi concerti, sedici per ogni locale: d’estate è un caos continuo. In più basterebbe rispettare le regole e spegnere, o almeno abbassare, il volume dopo mezzanotte e mezza: invece si arriva a notte inoltrata”. Sotto accusa, più che la musica live, i bassi, mentre la giusta osservazione del comandante Bertinelli ha rilevato che “la zona Lido, pur suggestiva, essendo molto vasta e aperta si presta purtroppo ad amplificare il suono”. Dinnanzi all’appello del Difensore Civico alle due parti di fare un passo indietro, c’è chi è sbottato: “Vivo lì da 25 anni, non posso certo cambiare casa. I passi indietro li facciano i politici”. Positivo, tuttavia, l’incontro finale tra le controparti: in particolare i gestori de “La Baia” hanno offerto la possibilità ai residenti di via Italia di assistere alla sistemazione degli impianti nei pomeriggi precedenti i concerti stessi, rendendosi altresì disponibili, tramite segnalazione, a migliorare tutto quello che non va, anche in corso d’opera, ossia durante le serate. Una garanzia che costituisce un piccolo passo avanti.

QUESTIONE AUTONOLEGGIO-VOLONTARIATO Un discreto risultato è stato conseguito da questa seconda discussione. Sul tavolo la questione del “volontariato selvaggio”, ovvero del servizio pubblico offerto dai volontari anche a persone non bisognose, con conseguente lavoro sottratto agli autonoleggiatori. Otto rappresentanti di questa categoria (provenienti dal casalasco, dal viadanese e dal reggiano) hanno voluto distinguere tra “volontariato sociale e servizio pubblico. Quest’ultimo deve essere demandato agli Ncc (autonoleggiatori, ndr) in possesso di licenze e auto adibite al servizio”. Il rischio infatti, secondo gli autonoleggiatori è di “essere visti semplicemente come quelli che fanno servizio turistico e accompagnano agli aeroporti: non è così”. Il punto di convergenza è stato trovato: il comune ha promesso di munire di regolare cartellino ciascun cliente che abbia bisogno effettivo di questa forma di volontariato. Chi ne sarà sprovvisto non potrà usufruirne. “In più” fanno sapere gli autonoleggiatori “chiediamo che anche gli autisti siano muniti di cartellino. Perché spesso questi si scambiano il mestiere, lasciando che siano altri volontari, non riconosciuti dal comune e senza competenze specifiche, a sostituirli”. Anche su questo punto nuova apertura da parte del comune.

QUESTIONE STRADA DELLA RONCA Ridotto al lumicino (per ritardo accumulato e successivi impegni da parte degli amministratori) e senza risultati, l’inghippo riguardante la strada “della Ronca”, a Cappella di Casalmaggiore. Tale strada, sterrata, fino a qualche anno fa era poco battuta, ma ora ospita anche traffico pesante o di mezzi agricoli. Tutto questo ha creato danni alle pareti di due abitazioni confinanti. Va detto che, in assenza di atti, la strada non è né comunale né privata, e si definisce dunque vicinale: si tratta cioè di strada privata ad uso pubblico. Decisamente negativo il responso dei due privati a fine incontro: “Si è insistito sul discorso pubblico-privato e ancora una volta non si è fatto l’interesse dei deboli: non si è cercato cioè un compromesso, forse perché dalla nostra parte c’erano solo due famiglie. Ci stupisce il fatto che l’attuale sindaco, ai tempi dell’amministrazione Toscani, avesse chiesto una sbarra per regolare il traffico: ora che è primo cittadino ha cambiato idea. Speriamo, quantomeno, nel controllo delle targhe per capire se davvero i mezzi che passano dalla Ronca siano autorizzati o meno dal comune”.

di Giovanni Gardani

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