Casalmaggiore - Chernobyl, serve consapevolezza

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Presentato il progetto per accogliere bambini bielorussi anche a Casalmaggiore.
Anche Casalmaggiore, così come accade da anni a Viadana e nel casalasco grazie alla presenza di associazioni specifiche, sarà in grado quest’anno di ospitare per un mese bambini bielorussi. Come noto, ciò consente loro di abbattere la ricaduta radioattiva di Chernobyl. Per presentare il progetto, e sostenere la raccolta di fondi, mercoledì la sede Avis di Casalmaggiore ha ospitato un incontro al quale ha assistito un folto numero di persone. Ad introdurre l’argomento la referente Marialuisa Manfredi vedova Chiarini. Quindi l’intervento dei presidenti delle associazioni che sostengono economicamente il progetto: Alfio Poli per il Rotary Club Casalmaggiore Oglio Po, Carla Visioli (Lions Club Casalmaggiore), Chiara Acquaroni (Club Inner Wheel Casalmaggiore) e Lorenzo Tei (Club Rotaract Casalmaggiore- Viadana-Sabbioneta). In seguito il dottor Giovanni Breviglieri, vice presidente nazionale dei giudici di pace, ha elogiato la sensibilità prontamente mostrata dal territorio ed ha presentato la sua lunga esperienza nell’accoglienza dei bambini dalla Bielorussia: «Sono bambini che cercano calore nelle persone, in Bielorussia ci conoscono e guardano a noi con speranza. La nostra associazione si preoccupa di farli arrivare in Italia, poi delle visite mediche che devono sostenere. La permanenza qui consente loro di abbattere fino al 50% la carica di cesio 137». La parola è poi andata al relatore, il dottor Massimo Bonfatti, esperto di ricaduta radioattiva e danni alla salute e presidente dell’associazione “Mondo in cammino”. 


«Il timore – ha affermato – è che la crisi abbassi il livello di solidarietà, ma la vostra presenza massiccia stasera dimostra il contrario ». Bonfatti ha presentato la figura di Yuri Bandazhevsky, medico bielorusso che fondò l’ospedale di Gomel ed intuì le pesanti ripercussioni del disastro nucleare, denunciò la loro sottovalutazione e lo spreco di denaro negli aiuti umanitari. Il che gli costò l’accusa di concussione da parte del governo del premier Lukashenko (che di fatto nega la presenza di effetti nucleari nella zona) e la conseguente condanna, nel 2001, a 8 anni di lavori forzati. Quindi è stato proiettato lo struggente filmato “Io cittadino di Chernobyl” con protagonista lo stesso Bandazhevsky che racconta la sua vicenda e la situazione catastrofica dell’area attorno a Chernobyl. Purtroppo, afferma Bonfatti, i danni evidenziati all’indomani della catastrofe erano ricadute di prove nucleari fatte dai sovietici in quell’area: «Solo fra 10-15 anni vedremo le conseguenze del disastro di Fukushima, ben più grave rispetto a Chernobyl». Dato allarmante: il governo bielorusso sta costruendo la sua prima centrale nucleare.

Uno sguardo a ritroso poi per valutare il progetto quasi ventennale di accoglienza: «Bene tutto, però è mancata una cosa importante: quei bambini oggi sono adulti, e non hanno maturato la consapevolezza del pericolo. Importante coi bambini in arrivo non drammatizzare la situazione, ma creare in loro la consapevolezza di quanto accade, illustrargli i comportamenti da tenere quando rientrano in patria. Finora questo messaggio non è passato, e basterebbe un po’ di attenzione per limitare i danni, ad esempio evitando di mangiare certi funghi, di utilizzare la cenere in agricoltura, far pascolare le mandrie in certe zone piuttosto che in altre». In chiusura dell’intervento, un ringraziamento per i robot umani, coloro che sacrificarono la propria vita per il primo intervento a Chernobyl. Tra gli interventi dal pubblico anche quello del sindaco di Casalmaggiore Claudio Silla, presente all’interessante incontro come il suo vice Luigi Borghesi. I bambini bielorussi, una decina, arriveranno in settembre: le associazioni casalesi si sono mobilitate per favorirne la permanenza in centri sportivi, luoghi di vacanza, scuole, musei e altre attrattive locali.

di Vanni Ranieri

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