Sulle montagne russe di via Brescia

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Per i cremonesi è ormai una delle strade più pericolose. Per i bresciani no. Nel tratto che corre dal capoluogo bresciano al confine con la provincia di Cremona, diciamo sino a Pontevico, sulla Strada statale 45 bis, meglio nota come “Via Brescia”, l’automobile corre veloce, sicura e senza troppi sussulti. Da Robecco in poi il caos: procedendo verso Cremona, ad ogni metro si avvertono vibrazioni, scossoni e ondeggiamenti. Sono troppi ormai i punti “critici” che rischiano ogni giorno di causare incidenti, anche di una certa gravità, e la tolleranza dei pendolari, che quotidianamente utilizzano il tratto incriminato, sta raggiungendo il limite. «Non se ne può più - commenta Daniele, che da Cremona tutti i giorni si reca a Bagnolo Mella per lavoro - ormai siamo al limite: sia per la sicurezza che per il tranquillo viaggiare ».

«E’ una vergogna che non si riesca a ricoprire una buca senza creare un gradino che fa sussultare tutta la vettura - sbotta Paolo, un altro utente quotidiano. - Mi auguro che chi deve provvedere lo faccia in fretta, perché c’è chi usa questa strada solamente nel week end, ma anche chi la percorre tutti i giorni. La tolleranza ha un limite e il numero delle lamentele cresce a vista d’occhio». Buche ed ampi tratti accidentati o sprofondati caratterizzano una delle maggiori vie d'accesso alla citta'. . Pezzi d’asfalto staccatisi dal manto sono stati ricoperti con pezze che spuntano come tombini. In altri punti invece le buche non hanno subito alcun intervento riparatorio. Per non parlare dei punti in cui, sotto il peso degli autocarri, la carreggiata è sprofondata di alcuni centimetri, soprattutto in prossimità della banchina e nella parte interna delle curve, creando preoccupanti ondeggiamenti ai veicoli in transito, sia leggeri che pesanti. «Il problema - fa sapere Roberto, motociclista - è che i disagi non si possono neppure imputare alla velocità elevata, come a dire: andate più piano e sentirete meno sussulti. Anche stando nei limiti in molti punti sembra di stare sulle montagne russe. La strada sprofonda, e ciò è pericoloso soprattutto in prossimità delle curve. Chissà quando interverranno. Del resto ci siamo abituati a questo andazzo “all’italiana”, direi addirittura assuefatti, e alla fine ci rimettiamo noi, non certo chi dovrebbe mobilitarsi per risolvere la situazione».

di Michele Scolari
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