In Santa Maria della Pietà un omaggio a Ercole Priori

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Fino al 27 maggio, presso Santa Maria della Pietà, è visitabile la mostra “Ercole Priori. Una vita per l’arte”. L’evento, che comprende circa 150 opere che ripercorrono la vicenda umana e artistica di uno dei protagonisti dell’arte cremonese del ’900, è organizzata dall’associazione Artisti Cremonesi. La presidente dell’associazione, Laura Carlino, nel catalogo scrive: «La mostra non è una retrospettiva in senso proprio. E’ un omaggio. E come tale non risponde alle regole della prassi e della critica storicoartistica. E’ un omaggio che l’associazione Artisti Cremonesi ha desiderato rivolgere ad uno dei suoi fondatori e più tardi presidente, il quarto nell’ordine. Ma, soprattutto, è un omaggio che la figlia Tiziana ha voluto rendere a suo padre, chiedendo che venissero esposte esclusivamente le opere che Ercole Priori conservava nella sua casa-laboratorio al momento della sua scomparsa». Più noto come scultore, Ercole Priori è un artista completo, poliedrico. Accanto alla plastica, la mostra mette in evidenza la sua pittura attraverso 21 opere, molte di grandi dimensioni, in cui il tratto grafico talvolta intenso ed espressionista, altrove dal linearismo deciso e sicuro, traccia forme monumentali e compone scene dal complesso incastro figurativo. Ma Priori possiede anche una sensibilità cromatica che spesso, commentando i dipinti di artisti che devono la loro maggior notorietà alla scultura, viene trascurata in favore di luoghi comuni che vogliono uno scultore “pittore di statue”. Non è così. Accanto alle tele monocrome dalla composizione rigorosamente strutturata, la mostra espone tele in cui colpisce la vivezza del colore e la luce, una luce che scolpisce e plasma e modella con uno sbalzo plastico sorprendente. Lo stesso che caratterizza i disegni presenti in mostra: studi per sculture e disegni in libertà. Un’intera sezione è dedicata al monumento a Monteverdi inaugurato nel 1967. L’esposizione dei 45 disegni inediti, che attestano il processo ideativo di Priori, vuol essere uno stimolo a ripensare la collocazione del monumento per riportarlo alla dignità che l’opera merita.

di Federica Ermete

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