Crolla la fiducia dei consumatori: la segnalazione dell'Ascom

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Crolla la fiducia dei consumatori. A rilevarlo è l'Istat, il cui dato rilevato è che l'indice del clima di fiducia a maggio è sceso da 88,8 a 86,5. L'Istat, aggiunge che si tratta del livello più basso da gennaio 1996, ovvero dall'inizio delle serie storiche. Sul nuovo calo pesa il clima economico generale, che tocca un minimo assoluto scendendo da 71,6 a 64,4 mentre il clima personale sale da 94,3 a 95,2. Risultano in lieve calo sia l'indicatore riferito al clima futuro (da 76,6 a 75,7), sia quello relativo alla situazione corrente (da 96,7 a 96,4). E' l'Ascom di Cremona a rilevare questo dato, facendo presente, come spiega il presidente Claudio Pugnoli, che «tutti gli indicatori economici sottolineano la gravità della situazione. Crescono la tassazione, la disoccupazione, i salari perdono potere d’acquisto ed è crollata la possibilità di depositare qualche risparmio. Calano i consumi e la fiducia. Anche perché, proprio ieri, l’Ocse ha confermato che il bilancio di pareggio arriverà solo nel 2014 ed ha ipotizzato una nuova manovra finanziaria che colpirà famiglie e imprese. Per invertire la rotta occorre puntare sul ritorno alla crescita, sul sostegno alle imprese e ai consumi. Diversamente diventa difficile uscire dalla crisi». D'altro canto anche l'analisi di Confcommercio non fa ben sperare: emerge, infatti, che anche i giudizi e le aspettative sulla situazione economica dell'Italia risultano in sensibile peggioramento (gli indici diminuiscono rispettivamente da -128 a -140 e da -70 a -80). Aumenta il saldo relativo alle aspettative sulla disoccupazione (da 106 a 113). Il saldo dei giudizi sulla situazione economica della famiglia diminuisce (da -63 a -66), mentre per le aspettative future si rileva una lieve risalita (da -39 a -37). Per quel che riguarda il risparmio, migliorano i giudizi sull'opportunità attuale (il saldo sale da 141 a 145) e sono stabili le attese sulle possibilità future (-85 il saldo). I giudizi sulla convenienza all'acquisto di beni durevoli risultano in miglioramento (da -100 a -91). Il saldo dei giudizi sull'evoluzione recente dei prezzi al consumo e' in calo (da 91 a 87). Le valutazioni prospettiche sull'evoluzione nei prossimi dodici mesi segnalano una attenuazione della dinamica inflazionistica (il saldo diminuisce da 50 a 44). 

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