Spettacolo lirico sabato al Ponchielli

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Sabato 26 maggio alle 21, il Festival Claudio Monteverdi propone, al Teatro Ponchielli, lo spettacolo lirico di Juliette Deschamps “Era la notte… Con le sue amate sorprese” in cui, la suggestiva performance “Era la notte”, culmina con il monteverdiano “Combattimento di Tancredi e Clorinda”. La regista Juliette Deschamps, fin da giovanissima ha manifestato una grande passione per l’opera; e proprio dal suo incontro “definitivo”, quello con Anna Caterina Antonacci, è nato questo suo primo spettacolo, seguito da numerosi successi. Dell’Antonacci è inutile dire: straordinaria interprete di ruoli sopranili e di mezzosoprano, il suo repertorio spazia da Monteverdi a Bizet. Nei confronti della cantante la Deschamps si è così espressa: «Possiede la gravità delle madonne, e la presenza ardente delle donne predestinate». In questo spettacolo l’artista si mette in gioco con la voce, ma anche col corpo, interprete di quattro pagine: tre “Lamenti”, di Giromo, Barbara Strozzi e Monteverdi; per poi concludere con il “Combattimento di Tancredi e Clorinda”, dando lei sola voce ai tre diversi ruoli. Per la parte strumentale è sostenuta dall’Accademia degli Astrusi. Juliette Deschamps ha parlato del suo rapporto col mondo teatrale dicendo: «Sono nata in teatro, lì sono diventata adulta, architetture familiari, vocabolario delle navi. Ho conosciuto i corpi degli attori, da sempre ho ascoltato il loro canto. E ho spesso immaginato che per i pittori, i poeti, i registi c’è, prima o poi, un incontro raro, fondamentale, ispiratore, definitivo». Dello spettacolo proposto la regista ha aggiunto: «Della notte bisogna amare le sorprese, i mormorii, ciò che tiene celato e non rivela. Nell’oscurità intuire la storia, indovinare il suo percorso, lasciarsi avvolgere dalla penombra, farsi prendere dal gioco delle metamorfosi e delle ambiguità. Infine, celebrare il suo pudore, e amare quel che dissimula. La notte è il teatro di tutte le voluttà, di tutte le confessioni, di tutti i crimini. Soprattutto, vi si sente la musica in tutt’altro modo. Per questo, per titolo ho scelto “Era la notte”». Lo spettacolo si avvale dei costumi del geniale stilista francese Christian Lacroix, delle luci di Dominique Bruguière e dell’impianto scenico di Cécile Degos.

di Federica Ermete

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