Strage di Brindisi: la cultura ha scelto il lutto, ma lo sport non si è fermato

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Combattere gli attacchi alla cultura con iniziative culturali: questa l'opinione dei moltissimi italiani che hanno sollevato calorose proteste per la decisione ministeriale di sospendere La notte dei Musei in seguito all'attentato compiuto sabato scorso a Brindisi contro alcuni studenti dell'istituto superiore “Morvillo Falcone”.

Alle tante voci si aggiunge quella dell'assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Cremona Irene Nicoletta De Bona, che ha espresso il suo disaccordo con la decisione comunque rispettata: «Abbiamo seguito le indicazioni del Ministro per un doveroso rispetto istituzionale, ma è stata una scelta non condivisa. L'annullamento degli eventi in programma avrebbe avuto senso se per riconoscimento alle vittime della strage si fosse riconosciuto il lutto nazionale: in questo caso tutte le attività avrebbero dovuto venire bloccate. Abbiamo passato tre ore in Museo a contattare gli altri musei per sapere se avrebbero seguito le disposizioni ministeriali e ci siamo adeguati. Non abbiamo nemmeno avuto modo di avvertire a dovere il pubblico e in molti si sono presentati, con famiglia al seguito, convinti di poter assistere alla rassegna. Anzi, colgo l'occasione per scusarmi personalmente con loro».

Al centro della polemica esplosa nel web, il fatto che solo La notte dei Musei è stata sospesa, mentre gli eventi sportivi si sono svolti regolarmente; così è stato anche in città, prosegue l'assessore: «Le altre attività in città e in tutta Italia non si sono fermate; qui a Cremona la Mille Miglia si è svolta regolarmente, così come le attività culturali, ad esempio il Festival Monteverdi. All'Arena di Verona si è perfino svolta la finale di Amici, il talent di Maria De Filippi, davanti a un pubblico prettamente giovane. Anche la notte dei musei si sarebbe dovuta svolgere, assumendo i connotati di un inno alla vita, un invito a compattarsi. Oltretutto quest'anno avevamo scelto come tema la famiglia; sarebbe stata una risposta forte ad un atto ignobile. In questo modo invece, con una scelta incoerente e per nulla unitaria, si è finito solo con l'azzoppare il sistema museale italiano, già in crisi e in forte difficoltà».

Proprio su questo punto fanno leva le proteste che già poche ore dopo l'annuncio della sospensione dell'evento culturale hanno invaso i social network: “Non ci arrendiamo: scendiamo in strada, andiamo all'esterno dei nostri monumenti. La nostra riscossa passa anche dalla riscoperta delle radici della nostra storia”, è stato l'invito mosso (e raccolto) da più parti in Italia. Molte le critiche anche nei confronti, in particolare, del regolare svolgimento delle manifestazioni sportive, precedute da un minuto di silenzio prima dei giochi. Una sospensione, insomma, decisamente settoriale, che per questo ha non solo perso significato secondo molti italiani, ma anche provocato un ulteriore danno a realtà già in forte difficoltà, quale il sistema museale, come sottolineato dall'assessore De Bona: «In un momento in cui già il Museo fa fatica ad intercettare visitatori, l'evento poteva mettere in luce la volontà di vicinanza e socializzazione, riaffermandosi quale parte integrante della società. La notte dei musei è in grado di portare fino a 2.000/3.000 visitatori, ai quali abbiamo dovuto rinunciare. I danni per il nostro museo sono stati ingenti: gli artisti erano già qui, erano già stati pagati. Il palco era già stato montato, la promozione era stata fatta, e anche questo ha un costo. Soldi pubblici che sono stati gettati nella spazzatura, in un momento di forte crisi e difficoltà di bilancio, quando invece la rassegna poteva essere un inno alla vita. Così, invece, non ha avuto alcun senso.

«Non sappiamo se riusciamo a riprendere l'evento; comporterebbe una spesa che in questo momento il museo fa fatica a sostenere. Oltretutto bisogna fare i conti con un periodo ricco di iniziative, non solo nostre. Molte rassegne sono in partenza e non ha senso realizzare La notte dei Musei mentre nello stesso momento si svolge un altro evento importante in un'altra parte della città. Mi chiedo: perché solo la notte dei musei?».

di Martina Pugno

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