«La politica non si fa con i gruppi di potere»

+ 34
+ 18


La politica italiana sta attraversando una fase complessa, con  cambiamenti decisamente rilevanti. In particolare, ne è un esempio  l’affermazione del Movimento 5 Stelle, che, con Federico Pizzarotti, ha conquistato la carica di sindaco del Comune di Parma. Quali saranno gli sviluppi futuri?

Ne abbiamo parlato con Vittorio Mancuso, portavoce del Movimento 5 Stelle di Cremona.

 A Parma si è vista la vittoria del Movimento, con l'elezione di Pizzarotti a primo cittadino, in una competizione elettorale in cui si è misurato con i partiti “storici”. Secondo lei qual è il segreto di questa vittoria? Quanto hanno contato modi e contenuti della campagna elettorale e quanto, invece, la tendenza nazionale ad allontanarsi dalle forze politiche tradizionali?

«Credo che la vittoria sia dipesa da un concorso di entrambe le cose. Da un lato, i partiti tradizionali sono stati davvero bravissimi a non farsi apprezzare dai cittadini e a perdere, lasciandoci così campo libero. Dall'altro lato anche il Movimento ha i suoi meriti: il saper stare in mezzo alla gente, raccogliendone i problemi e cercando soluzioni senza idee preconcette, ha avuto successo. Chi da il voto a noi sa che poi verrà direttamente coinvolto nelle decisioni, e che gli verrà chiesto di portarci le proprie idee. Lavoriamo molto attraverso i forum su internet, dove le adesioni sono moltissime, e ascoltiamo tutti. Con tutto questo la nostra campagna elettorale è costata solo 6mila euro, e non abbiamo percepito rimborsi.

Ad aver dato una spinta a Pizzarotti è stata senza dubbio anche la vicenda dell'inceneritore: la politica tradizionale ha sempre degli interessi comuni che mettono tutti i partiti dalla stessa parte, mentre il Movimento è stato l'unico a schierarsi contro la realizzazione dell'inceneritore, ascoltando la volontà dei cittadini.

In Italia si pensa che per fare politica si debbano avere delle caratteristiche particolari. Secondo noi per prendere delle decisioni sono sufficienti onestà e buon senso».

Molti sostengono che il Movimento Cinque Stelle rischia di finire come la Lega: nato come partito a forte base popolare, una volta raggiunti i posti di potere si è adeguato  a certi meccanismi.  Cosa ne pensa?

«Credo che non correremo questo rischio, in quanto per essere ammessi al Movimento vi sono dei requisiti di partenza che ci tutelano da questo tipo di problematiche, come quello di essere assolutamente incensurati, di non essere iscritti ad alcun partito politico,  di non avere assolto in precedenza più di un mandato elettorale. Di queste regole, così come del simbolo, Beppe Grillo si fa garante, e in questo modo tali requisiti restano fermi nel tempo, e non possono essere cambiati. La Lega, invece, era partita bene, aveva lottato contro la criminalità e la corruzione, ma poi tutto è cambiato. Non è ben chiaro come si siano dati alle “libagioni romane"; forse il loro progetto aveva il punto debole di essere incentrato su una persona, Bossi, le cui idee non erano contestabili. Il nostro non è un Movimento leaderistico, ma composto da persone che hanno diritto ad avere le proprie idee. Inoltre, non avendo appoggi politici né denaro da spartire, non siamo ricattabili. Del resto, originariamente la politica non era certo basata su una gestione affaristica del potere, come accade oggi: i Greci insegnano che la politica si fa con l'etica, e non con i gruppi di potere».

Il vostro movimento si fonda su un marcato idealismo: non teme che questo possa essere un ostacolo alla governabilità?

«Assolutamente no. E' vero che l'idealismo può essere un ostacolo, ma nel nostro caso non si tratta di un'ideologia preesistente, basata su filosofie politiche: per noi ci sono i problemi e ci sono le soluzioni, a cui si deve pervenire in maniera onesta. E l'essere onesti non è qualcosa di ideale, ma un obbligo per ogni cittadino».

Torniamo a Parma: il neo eletto sindaco ha affermato di volere una Giunta basata sui curricula: questo significa che i partiti politici non avranno voce in capitolo? Quali differenze comporterà ciò, rispetto ai modi tradizionali di composizione della Giunta?

«Il valore aggiunto sarà nella preparazione degli assessori, che saranno dei veri professionisti: basti pensare che l'economista Loretta Napoleoni con molta probabilità sarà chiamata a collaborare, e probabilmente presterà la sua opera gratuitamente.

Anche il fatto di non avere influenze da parte di altri partiti permetteranno al Sindaco di essere indipendente e di riuscire a far approvare velocemente le soluzioni trovate dalla Giunta.

Tra un anno dovrete confrontarvi con le elezioni politiche. Pensate di poter reggere il confronto anche a quel livello?

«Molto dipenderà dalla legge elettorale, nonché dalle tempistiche: se fossero troppo ristrette per noi potrebbe essere un problema. La grande scommessa, comunque, sarà fare bene a livello locale, nei comuni in cui amministriamo, per dimostrare che sappiamo mantenere quello che promettiamo. Molto, poi, conta anche l'effetto mediatico: fino a poco tempo fa i nostri sondaggi sono stati tenuti volutamente bassi dai media, ma ora che l'immagine di Berlusconi è stata offuscata, la gente può osservare il nostro successo e comprendere che è possibile un movimento alternativo. Questo probabilmente ci aiuterà ad incrementare i nostri consensi».

Guardando al futuro, pensa che il Movimento possa avere buoni spazi di diffusione in Lombardia e nella nostra città?

«La risposta che abbiamo avuto in questa tornata elettorale è stata fortissima,  e questo ci fa ben sperare. E' molta la gente che si interessa al Movimento e che si iscrive. Solo a Cremona abbiamo già 150 adesioni. C'è poi da dire che la Lombardia è un buon bacino di utenza, e non solo perché possiamo attingere dagli elettori delusi dalla Lega: abbiamo avuto iscritti provenienti da delusi di molti partiti, anche se forse quelli di sinistra sono un po' più restii».

di Laura Bosio

Segnala questo articolo su