Buche sulla via Brescia, il malumore aumenta

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Il problema dei numerosi tratti dissestati sulla via Brescia, già segnalato su queste pagine nello scorso numero, si è arricchito negli ultimi giorni di nuovi elementi. Sono pervenute al nostro giornale altre segnalazioni da parte degli utenti, testimoniando un incremento della protesta da parte degli automobilisti che quotidianamente percorrono il tratto interessato, ovvero quello da Cremona a Robecco. Tanto più che, fanno notare alcuni utenti, appena entrati in territorio bresciano le cose cambiano radicalmente e le condizioni del manto stradale migliorano sensibilmente.

L’Amministrazione provinciale, cui compete la manutenzione del tratto interessato, fa sapere che si attiverà al più presto per una soluzione al problema. «Avevamo conoscenza delle condizioni in cui versa il tratto di statale - fa sapere Giuseppe Fontanella, assessore provinciale per le Strade e la viabilità. - Ora stiamo studiando le mosse dell’intervento. Verrà organizzata ed inviata un’equipe di tecnici con il compito di valutare la natura dei danni e, successivamente, intervenire con le opere di manutenzione». Più incerti i tempi dell’intervento. «Considerato che il tratto accidentato è assai esteso, per la ricognizione ed la successiva manutenzione non ci si può aspettare un intervento lampo. A ciò si aggiunge la scarsità delle risorse, circostanza che impone un’attenta valutazione delle priorità».

Priorità che sulla Strada Statale ex 45 bis sono ogni metro,  più che ogni chilometro.  A cominciare dallo scarso drenaggio dell’acqua piovana, dovuto alla formazione nel manto stradale di numerose cunette che amplificano non poco il fenomeno dell’aquaplaning, con conseguente aumento  del rischio di sinistri stradali anche gravi. Il fenomeno si ripete nei punti di giuntura tra i tratti riasfaltati e quelli più vecchi, dove il manto stradale si è abbassato di alcuni centimetri formando avvallamenti che provocano, oltre a scosse e sobbalzi di una certa intensità, il ristagno di notevoli quantità d’acqua con la formazione di pozzanghere estese talvolta ad entrambe le corsie della carreggiata. L’aquaplaning non è l’unico problema causato dalla pioggia, che agisce anche sulle numerose buche presenti lungo tutto il tratto: buche dalle quali, con le piogge copiose del mese scorso, la copertura d’asfalto è letteralmente saltata via con notevoli disagi e rischi, soprattutto per le motociclette. «Attendiamo pure - dice un automobilista - tanto i disagi li sentiamo noi pendolari, non certo chi dovrebbe risolvere la situazione. Il fatto è che dalla carta all’asfalto la situazione cambia radicalmente. C’è bisogno di interventi diffusi e radicali e ce n’è bisogno subito. Chi ha l’obbligo di intervenire dovrebbe tenerne conto».

 di Michele Scolari
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