Macrolegno di Scandolara: Chiusa l’attività, 35 a casa

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E' durata meno di un anno la speranza di dare continuità all’attività produttiva della ditta Bini. L’azienda Macrolegno, che aveva proceduto al cosiddetto “affitto di ramo d’azienda” dalla Bini, ha deciso improvvisamente di chiudere l’attività, lasciando senza lavoro i 35 dipendenti. La situazione è precipitata nel corso di questa settimana. Martedì scorso i sindacati, allarmati da alcuni lavoratori, avevano incontrato gli imprenditori, che avevano accennato alla possibilità di limitare l’attività. Già il giorno successivo però, mercoledì 23 maggio, è stata comunicata la decisione di cessare l’attività produttiva con effetto immediato. Giovedì 24 i sindacati sono stati convocati presso uno studio legale di Cremona dove è stato loro annunciato che la decisione presa era già stata comunicata ai lavoratori.

Tutti licenziati dunque: per loro si sono aperte le procedure di licenziamento in base agli articoli 4, 5 e 24 della legge 223/91. Di conseguenza, i lavoratori che provenivano dalla ditta Bini (o da altre aziende in mobilità) riprendono lo stato di mobilità, mentre il problema immediatamente più grave coinvolge coloro che sono stati assunti dalla Macrolegno: per loro infatti non sono previsti ammortizzatori sociali. A seguire la vicenda per i sindacati sono stati Enrico Sonzogni della Filca Cisl, Enrico Samarini della Fillea Cgil e Tommaso Anastasio della Feneal Uil. Abbiamo sentito il parere di Enrico Guaragna, sino a poche settimane fa segretario provnciale della Filca Cisl prima di essere sostituito nell’incarico da Sonzogni. “Una situazione strana – afferma Guaragna -, una degenerazione improvvisa, repentina. Sapevamo dell’esistenza di problemi nell’azienda, ma nulla che lasciasse presagire una situazione del genere. Tra l’altro la scadenza delle assunzioni era stata rispettata, era da poco stato assunto un apprendista con contratto di apprendistato di 4 anni. Di punto in bianco ci siamo trovati di fronte all’ufficialità di una procedura per licenziamento. Si tratta di 35 persone, preoccupa il fatto che siano stati lasciati tutti a casa”.


Un anno dopo, si rivede la stessa situazione, con i lavoratori riuniti nella speranza che in un modo o nell’altro si possa trovare una soluzione che possa favorire il ricollocamento. Ma oggi la situazione è peggiore, non solo per la crisi generalizzata anche nel settore del legno, ma anche perché la formula di affitto di ramo d’azienda (stipulata con durata quadriennale) lascia meno spiragli per sviluppi positivi della vicenda. Ovviamente non si sta con le mani in mano. Per martedì prossimo, 29 maggio, dalle 10 alle 11 è stata convocata un’assemblea dei lavoratori presso lo stabilimento per le comunicazioni ufficiali, quindi giovedì 31, alle ore 18 presso la sala consiliare del Comune di Scandolara Ravara, ci sarà una riunione alla presenza di tutti i lavoratori della Bini, oggi in cassa integrazione straordinaria, per i quali nell’agosto prossimo scatterà il licenziamento.

di Vanni Ranieri

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