Terremoto a Novi Rovereto, muore Don Ivan Martini originario di Cremona

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Era originario di Cremona il parroco rimasto vittima del sisma a Rovereto sulla Secchia. Se n’è andato così Don Ivan Martini, il parroco 65enne della chiesa di S. Caterina, nella chiesa che ha cercato di difendere sino all’ultimo dal terremoto devastante che ieri mattina ha fatto tremare tutto il Nord Italia. Dopo la prima scossa, quella delle 9, il parroco era rientrato in chiesa accompagnato dai Vigili del Fuoco per cercare di recuperare e salvare una piccola statua della Madonna. Proprio mentre si attardava in chiesa, una scossa di assestamento ha smosso una trave rimasta in bilico che è rovinata addosso al parroco senza lasciargli scampo. Nella diocesi d’adozione, dove era attivo sin dal 1985, Don Martini era molto amato, per la forza e lo spirto con i quali perseguiva gli obiettivi della sua missione. «Un parroco che sembrava uscito da un romanzo di Guareschi - è il commento del sindaco Luisa Turci - solo che lui, al contrario di Don Camillo, era reale. E la sua presenza in paese si sentiva. Il vuoto che lascia è incolmabile». 

Don Martini era nato a Cremona il 28 giugno 1947. Originario della parrocchia cittadina di S. Michele, era stato ordinato il 23 giugno 1973. Aveva iniziato il suo ministero come vicario della parrocchia di Vicobellignano (frazione di Casalmaggiore). Nel 1979 poi il trasferimento, sempre come vicario, presso la comunità di Gazzuolo (MN). Nel 1985 aveva lasciato la diocesi di Cremona per svolgere il suo ministero come sacerdote “fidei donum” nella diocesi di Carpi. Dopo essere stato parroco di Budrione e Migliarina, dal 2003 era arciprete parroco di Rovereto sul Secchia (Novi di Modena). Assai apprezzato dai parrocchiani per il suo zelo, lo era anche per la sua attività tra i carcerati. Don Martini infatti era anche collaboratore del Cappellano alla Casa Circondariale S. Anna di Modena.


di Michele Scolari

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