Terremoto, stoccaggio di metano: cresce la preoccupazione

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La serie di scosse sismiche di ieri con epicentro nei comuni del modenese prossimi all'epicentro Medolla, tra Parma e Ferrara, Mirandola e Cavezzo, in aggiunta alle devastazioni portate in parecchie province a cavallo tra Emilia e Lombardia, ha ulteriormente focalizzato l’attenzione sul problema dei siti di stoccaggio di gas metano nel sottosuolo padano. Il una nota diffusa stamattina il Coordinamento Comitati Ambientalisti della Lombardia ha rilanciato per l’ennesima volta il problema.
A destare la preoccupazione non solo degli ambientalisti, ma anche di migliaia di cittadini, come già segnalato nelle scorse settimane sul nostro giornale (leggi l’articolo), è «la vicinanza delle localizzazioni degli stoccaggi e della possibile commistione degli acquiferi profondi delle zone di stoccaggio». Per questo il Coordinamento rilancia la proposta di «sospendere con effetto immediato l’attività di stoccaggio e di stoccaggio in sovrapressione del metano». Come aveva ricordato il sismologo Marco Mucciarelli (leggi l’articolo) «per aumentare le riserve di gas (e quindi venderne di più) si sta iniziando ad usare la discutibile pratica della sovrapressione. Esistono almeno tre siti in cui la pressioni di gran lunga superiori». E due di questi si trovano nella nostra provincia. A Sergnano, Bordolano e Ripalta il gas viene immagazzinato ad una pressione del 107-110 per cento.
Contestualmente gli ambientalisti chiedono anche il blocco immediato di tutti i progetti in essere, i progetti autorizzati ed i progetti in corso di valutazione presenti nell’intero territorio della Pianura Padana identificata dal Ministero dell’Ambiente come “Provincia degli Idrocarburi” la cui estensione va dal territorio del milanese fino all’Alto Adriatico su 115.000 kmq». Nella provincia di Cremona, oltre al sito già attivo di Bordolano, l’attenzione si focalizza su quelli in progetto a Romanengo ed a Soncino. L’attività di stoccaggio in sovrapressione è «considerata attività a rischio di incidente rilevante soggetta al DLgs 344/199 ”Direttiva Seveso” con rischio di sismicità antropica indotta, subsidenza, emissioni fuggitive di metano, emissioni puntuali di metano».
Fermarsi e riflettere, analizzare e discutere. Come, del resto, ha recentemente sottolineato il consigliere provinciale Giuseppe Torchio, secondo il quale «è necessario che la politica vigili sui progetti e le aziende forniscano risposte chiare e precise, poiché il problema energetico rimane cruciale per il nostro paese». Ciò che si chiede è dunque una «approfondita e comparata analisi con commissione interdisciplinare pubblica di esperti non solo di tecnici interni delle società di stoccaggio, che si proceda ad una corretta diffusa informazione dei cittadini sulle attività di stoccaggio, che si proceda ad una corretta partecipazione dei cittadini alle scelte energetiche sul territorio e nel sottosuolo secondo quanto previsto dalla Convenzione Europea di Aarhus del 1998».

di Michele Scolari
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