Delusione e rabbia di tifosi e appassionati

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C’è molta delusione nei confronti del calcio, e ben poca voglia di tornare allo stadio: lo scandalo del calcioscommesse (leggi l'articolo) ha provocato un notevole calo di interesse e tanta rabbia nei tifosi e negli  appassionati.

«Non sono un tifoso, ma la Nazionale l'ho sempre guardata» racconta Ettore. «Con tutto quello che è successo, mi sento profondamente deluso dal mondo del calcio, da troppi anni divenuto fonte di guadagni illeciti».

Le notizie di questi giorni non hanno fatto che accrescere il malumore, nato  dopo la prima conferenza stampa della Procura di Cremona, a dicembre, quando il caso era esploso. «Con questi loschi intrallazzi hanno preso in giro tutti quegli italiani che ogni anno si muovono per aggiudicarsi l'abbonamento allo stadio o che corrono ad abbonarsi alla pay-tv prima del campionato» si indigna Guido, che il calcio lo segue solo saltuariamente.

«Abbiamo due giocatori della Nazionale, che erano già confermati, e che ora sono iscritti nel registro degli indagati» aggiunge Katia, tifosa milanista. «L'Italia parteciperà agli Europei con la testa china per la vergogna, e a noi tifosi passa la voglia di seguire le partite. Ricordo che un tempo il calcio era un hobby per tutti, e nessuno si perdeva le partite della Nazionale. Oggi la delusione regna sovrana».

Anche i tifosi più accaniti si sentono traditi da un "mondo" che sentivano particolarmente vicino; persone come Mirko e Sandro, che la sera si ritrovavano al bar a guardare le partite della Juventus. «E' sconcertante pensare che ci siamo arrabbiati per il risultato di un incontro finito male, quando poi probabilmente era tutto organizzato e pianificato. Chi è tifoso prende molto sul serio il campionato, e pensare che spesso in realtà le partite si giocano davvero nelle sale da gioco invece che in campo è frustrante».

La delusione più grande, forse, è per chi era appassionato a tal punto da andare allo stadio tutte le domeniche, o quasi, chi si trova la sera con gli amici per vedere insieme le partite, o chi fa parte di qualche fan club calcistico. «A volte mi sembra di aver buttato via parte della mia vita seguendo le partite, festeggiando le vittorie e magari arrabbiandomi per un goal non parato» racconta Sergio, tifoso interista. «Sinceramente mi sento preso in giro. Per me il calcio era una passione, ma tutto il mio entusiasmo sta scemando».

Anche chi si disinteressa da sempre dello sport nazionale è sicuramente perplesso. «Sono sincero, non seguo più il calcio ormai da anni; tuttavia vedere quanto sia diventato sporco mi lascia davvero senza parole. Credevo che con Calciopoli si fosse toccato il fondo, invece quello che stiamo vedendo oggi è cento volte peggio».

«Non capisco che gusto ci sia oggi a seguire lo sport, pagando cifre astronomiche per entrare negli stadi e tifare per la propria squadra, quando ormai è chiaro che tutto è fasullo» aggiunge Serena. «E' ora che la gente si renda conto di quanto sia stupido seguire uno sport dove tutto viene deciso a tavolino e gira intorno al denaro».

La vicenda del calcioscommesse comporta anche giudizi nei confronti degli ultras. «Pensare che i tifosi si scannano per undici persone che corrono dietro a una palla, mi fa piuttosto ridere» dice Matteo, che di calcio, per sua stessa ammissione, capisce ben poco. «E' una delle tante dimostrazioni di che razza di paese siamo. Diamo importanza e soldi a persone che non hanno un minimo di merito e che non fanno altro che prenderci in giro, mentre le persone davvero intelligenti le mandiamo all'estero. Questa è l'Italia».

Abbiamo poi quelli che ormai sono pronti ad aspettarsi sempre il peggio e che da tempo non credono più nello sport "buono", in quello che si giocava solo per il piacere della competizione. Me lo raccontano alcuni amici seduti al bar, commentando la vicenda.

«Da anni ci facciamo fregare da ladri seduti sulle sedie del potere, eleggendoli noi stessi. Nessuno stupore che il nostro sport nazionale sia altrettanto fondato sul malaffare» attacca Martina, ex tifosa ormai disillusa.

«Mi stupisco dello stupore di alcuni» aggiunge Cristian. «Non seguo il calcio direttamente, ma ogni poco sui giornali si legge di insulti, testate, sgambetti, imbrogli, liti, cocaina, prostitute, scommesse... Niente di nuovo sotto il sole, insomma».

«Che il calcio sia marcio si sa da tempo» racconta Piero, che un tempo giocava in una squadra amatoriale. «Personalmente credo sia solo uno spettacolo, una messinscena dove sono tutti d'accordo per spartirsi la torta. Spiace per i fan che credono all'evento sportivo come i bimbi credono a Babbo Natale. Qualcuno dovrà dire loro che Babbo Natale non esiste». Pensiero condiviso anche dagli altri amici del bar, che con lui hanno giocato spesso a calcio. Tra i tanti disillusi, poi, c'è chi si fa qualche domanda sull'importanza mediatica che si dà a questi avvenimenti.

«Mi chiedo da cosa vogliano distrarre l'opinione pubblica» dice Melissa. «Forse dai troppi scandali politici, dalla tortura fiscale che gli italiani stanno subendo senza batter ciglio. Sembra un diversivo creato per distogliere la gente dalla rabbia per la crisi che stiamo attraversando».

Allo stesso modo c'è chi minimizza l'accaduto con un'alzata di spalle. «Una notizia che sarebbe di portata modesta, se non fosse che il calcio ha in Italia un ruolo esagerato. Una situazione simile in qualunque altro sport non avrebbe generato un simile polverone mediatico».

«Il settore calcistico non sarà mai un'isola felice» aggiunge Stefano. «Campionati irregolari, partite truccate... mi chiedo se sia ancora il caso di seguire questo sport. Mi chiedo se dobbiamo ancora finanziare questa corte dei miracoli, dove il giro di miliardi è così nutrito che non vedo come lo si possa ancora chiamare sport».  Infine Veronica, che ci risponde cosi: “Cosa penso degli scandali nel calcio? Che è un'assoluta vergogna: guadagnano centinaia di migliaia di euro, se non milioni, mentre la gente tira la cinghia,  e truccano e ingannano e lucrano. Dovrebbero sospendere i campionati coinvolti e chiudere gli stadi. Ecco come la penso».

di Laura Bosio 

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