Calcioscommesse: Turati vuota il sacco. Mauri si difende ma non convince

+ 25
+ 23


Proseguono gli interrogatori dell’inchiesta sul calcioscommesse. Dopo Acerbis, Tisci e Gatti comparsi davanti al gip Guido Salvini nella giornata di ieri, oggi tocca al capitano della Lazio Stefano Mauri, all’ex Genoa Omar Milanetto ed a Marco Turati, ex Ancona ora al Modena. Tra i cronisti assiepati davanti alla procura, anche una troupe dalla Georgia, giunta a Cremona per il coinvolgimento anche dell’ex giocatore del Genoa Kakha Kaladze.
Mauri, giunto in procura poco prima delle 18 a bordo di un furgone della polizia penitenziaria, con il volto nascosto sotto il cappuccio di un giubbotto nero, è stato fatto entrare da una porta laterale dell'ufficio del gip. L'interrogatorio del capitano è slittato alle 20 nonostante fosse fissato alle 16.  
MAURI - Il capitano della Lazio Stefano Mauri si sarebbe difeso ma pare non abbia convinto i magistrati. Avrebbe fornito spiegazioni tutte da riscontrare in modo tale che potrebbe rimanere detenuto fino quando gli accertamenti sulla sua versione non saranno completati. Mauri, di fatto, avrebbe negato su tutti i fronti: "Mai conosciuto Ilievsky", lo zingaro che sarebbe stato a Formello, dove la Lazio si allena prima di Lazio-Genoa, ritenuta taroccata. La scheda telefonica 'dedicata' ai contatti con lo zingaro intestata a tale Samantah Romano, compagna del titolare di un'agenzia romana di scommesse: il laziale ha spiegato di averla avuta per scommettere sulle partite di basket. Una versione che per inquirenti e investigatori sarebbe risultata poco credibile e, per questo, verranno predisposti accertamenti per stabilire se Mauri abbia raccontato la verità. Secondo i legali comunque, il capitano della Lazio non avrebbe mai avuto contatti con gli Zingari, mentre con Zamperini sarebbe "una sua frequentazione di vecchia data con cui è in amicizia".
LECCE-LAZIO, ANCHE I CLUB SAPEVANO - Secondo quanto si legge nell’ordinanza firmata dal gip Salvini, Mauri «manifestava la sua costante disponibilità, a favore del gruppo degli “zingari”, ad alterare in cambio di denaro il naturale risultato di partite della Lazio nell’ambito del campionato 2010-2011». Avrebbe partecipato alla manipolazione di Lazio-Genoa del 14.5.2011 e Lecce-Lazio del 22.5.2011 (per la quale alcuni giocatori sarebbero stati corrotti con 600mila euro). Su ques’ultima pare sapessero «giocatori e club». E’ quanto avrebbe raccontato Gabor Horvath uno degli ungheresi arrestati dalle autorità di quel paese che indagavano su una serie di frodi sportive commesse dal gruppo riconducibile a Kenesi. «Dal racconto di Zoltan Kenesei e Matyas Lazar - racconta Horvath - so che i giocatori di entrambe le squadre sapevano della manipolazione. Anzi, Lazar ha nominato anche capi di club ma purtroppo non mi ricordo di più».
MILANETTO - Milanetto e Turati, invece, avrebbero fornito un contributo che potrebbe ulteriormente ampliare il campo di un'indagine che vedrebbe sempre più compromesse anche le società. Milanetto è stato il primo a essere interrogato ed avrebbe parlato di altre partite oltre a quel Lazio-Genoa. Milanetto avrebbe chiarito due fatti: la sua conoscenza con il bosniaco Sergio Altic e la riunione a Modena in cui ha incontrato Mauri. Riguardo queste due circostanze il calciatore, ora in forza al Padova, avrebbe fornito una documentazione di 79 pagine. L'avvocato Grassani ha detto che, invece, Milanetto non è mai stato all'hotel Una Tocq di Milano il 15 maggio del 2011 con gli autori della combine di Lazio-Genoa, come gli è contestato nell'ordinanza di custodia cautelare, perché "la data e l'ora sono incompatibili". All’ex rossoblu sarebbe contestata la disponibilità ad alterare le partite in cambio di denaro (in particolare Lazio-Genoa del 14-05-2011, fnito 4-2). Il suo interrogatorio è stato definito «poco produttivo» dal procuratore Roberto Di Martino, che si è riservato di risentirlo nei prossimi giorni. Roberto Grassani, legale di Milanetto, ha fatto sapere che il suo assistito «è convinto di essere pienamente estraneo ai fatti contestati» e definendo «gravemente ingiusta» la sua detenzione.

TURATI - Turati, invece, avrebbe chiamato in causa direttamente le dirigenze di Grosseto ed Ancona (i direttori sportivi in particolare) che si sarebbero accordate sul risultato. Il calciatore del Grosseto sarebbe accusato di aver truccato partite del Grosseto e dell'Ancona con la complicità dell'allora compagno di squadra Filippo Carobbio e di aver intrattenuto rapporti con Almir Gegic, il capo del gruppo degli scommettitori degli 'zingari'. Su questo il calciatore sarebbe stato categorico: "Mai conosciuto gli zingari". I suoi legali, dopo l'interrogatorio davanti al gip Guido Salvini, gli avvocati Francesco Tropenscovino e Marco Campora, pur non entrando nel merito, avrebbero definito "collaborativo ed esaustivo" l'interrogatorio
Intanto sembra essere finito nel mirino dell’inchiesta anche Gigi Buffon. E non è affatto escluso che anche il portiere della Nazionale possa essere chiamato dai magistrati cremonesi a testimoniare, soprattutto in seguito alle recenti esternazioni sulla legittimità di assumere comportamenti “accomodanti” nelle ultime partite di campionato nei casi in cui per una delle squadre non ci sia nulla in palio («Meglio due feriti di un morto», aveva detto). «Se è a conoscenza di qualcosa, me lo venga pure a dire», è stato di rimando il commento del procuratore Di Martino, il quale ha comunque fatto sapere che al momento, per Buffon, non sarebbe prevista alcuna convocazione.




Segnala questo articolo su