Tribunale: l'avvocato Aiello risponde a Fiori

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Egr. Sig. Direttore, prescindendo da riferimenti personali facilmente rinvenibili nella recente intervista sul Tribunale di Crema (al riguardo mi fa piacere costatare che le lezioni saltuariamente impartite nei vari anni forse sono servite a poco ma certo hanno lasciato il segno) ritengo opportuna una breve replica. Può essere vero che gli avvocati celebri a livello internazionale abbiano una visione planetaria, o forse cosmica, dei problemi; spetta agli altri occuparsi del quotidiano e quindi della normalità, con la semplicità ed il buon senso di chi vive una vita comune e di chi svolge con dignità e decoro la professione forense. Qualità queste che mi consentono di confermare la validità di una battaglia per il mantenimento del Tribunale, che è tutt'altro che una difesa corporativa (ho già detto che il nostro posto di lavoro non è in Tribunale) ma la convinta esigenza di una giustizia di prossimità, la salvaguardia di un servizio che qualifica Crema ed il suo territorio, la tutela di un patrimonio nel quale la stessa comunità si riconosce. Neppure le prospettazioni economiche evocate reggono ad una seria verifica: dai conti veri, ricavati dai Bilanci delle Commissioni di manutenzione dei singoli Tribunali, risulta che con la paventata soppressione dei 37 Tribunali ci sarebbe un risparmio complessivo di 17 milioni di euro all'anno e non degli 80 milioni sbandierati dal Ministro. Nessuno comunque ha fatto i conti di quanto possa costare l'accorpamento ad altre sedi per trasporto, trasferte, affitti di nuovi spazi (disagi personali ed economici a parte). Non c'è dubbio che la amministrazione della Giustizia debba essere riqualificata, potenziata, rivisitata, ridisegnata per una migliore efficienza e produttività, ma con criteri obiettivi concreti e soprattutto nel rispetto dei diritti dei cittadini. Il recente incontro voluto dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati e dal Comune di Crema ha visto la partecipazione dei Sindaci del territorio, delle Associazioni di categoria economiche e produttive, di altri Ordini professionali, segno evidente che la questione è ampiamente sentita. Erano presenti anche gli Avvocati perchè quello era anche il loro incontro formativo, chi si fosse ritenuto già " formato" avrebbe potuto non partecipare o non chiedere la assegnazione dei 3 crediti previsti. Se poi si è anche parlato dell'attacco alla Avvocatura e delle funzioni dell'Avvocato è stato solo per rivendicare la rilevanza sociale e la funzione pubblica esercitata dagli Avvocati, tenuti in una società democratica a garantire il rispetto dei diritti fondamentali, lo stato di diritto e la sicurezza nell'applicazione della legge. Ed è questo che segna davvero la incolmabile differenza tra chi è avvocato e chi fa l'avvocato.
avv. Ermete Aiello Presidente Ordine Avvocati Crema

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