Tribunale, i giovani avvocati rispondono a Fiori

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L’intervista all’avvocato Sergio Fiori ha obbligato a riflettere. Dopo la lettera del presidente dell’Ordine, ecco un nuovo contributo

L'Associazione Giovani Avvocati di Crema prende atto delle posizioni espresse dal collega Fiori e, premesso che a ciascuno naturalmente è consentito manifestare le proprie idee e opinioni, avverte la necessità di compiere alcuni rilievi. Innanzitutto, il fatto che con la soppressione del Tribunale di Crema si otterrà un effettivo risparmio è un postulato tutto da dimostrare; basta infatti por mente ad alcuni aspetti concreti per cominciare a dubitarne seriamente. Ad esempio: il personale attualmente in servizio, dai magistrati agli uscieri non potrà essere certamente congedato ma dovrà essere ricollocato in altre sedi e, pertanto, retribuito come ora; anche le spese per i consumi e le utenze saranno solo "trasferite" e non realmente eliminate, perché é presumibile che, passando tutte le pendenze del nostro tribunale ad altre sedi, aumenterà per queste il carico di lavoro, e quindi serviranno più spazi, più addetti e, anche banalmente, più cancelleria, più consumi telefonici, più computer ecc., senza contare la mole di lavoro in più che rallenterà ulteriormente i tribunali già in difficoltà (Milano, Cremona, Brescia, Bergamo). Secondo, ricordiamo per l'ennesima volta che il Tribunale è presidio di legalità e giustizia e la soppressione di sicuro non gioverà né alla lotta contro il crimine né all'accesso alla giustizia dei cittadini del circondario cremasco. Da ultimo, ma non meno importante, non è certo una colpa o una vergogna difendere il proprio posto di lavoro. Noi giovani avvocati, che tra l'altro rappresentiamo la maggioranza del foro cremasco, siamo molto preoccupati dalla ventilata soppressione, non ha senso negarlo. Per noi l'accesso alla professione è stato ed è tutt'altro che semplice, è molto difficile farsi conoscere e apprezzare con la impari concorrenza dei più celebri e avviati studi della città nonostante - e non temiamo di essere presuntuosi nel dire ciò - non ci manchi nulla in termini di preparazione e professionalità.In sostanza, anche noi siamo giovani precari, lavorativamente ed economicamente instabili e con il timore per il futuro. In queste condizioni è evidente che la soppressione del tribunale cittadino è per noi una vera minaccia. Non per questo ci sentiamo dei perdenti nel difenderlo, né ci lasciamo andare ai piagnistei. Combattiamo per la nostra professione e per il nostro futuro, come tra l'altro molti altri giovani stanno facendo in altri paesi. Peraltro le modalità del governo nel gestire la questione ci paiono del tutto antidemocratiche, posto che non abbiamo neppure il diritto di sapere se il presidio giudiziario dove prevalentemente svolgiamo la nostra attività lavorativa rientra nel mitico elenco di quelli da sopprimere, non reso pubblico per evitare malumori e proteste. Questa è democrazia? Siamo trattati come sudditi, né più né meno. Ci dispiace infine che il nostro tribunale sia posto sullo stesso piano della spazzatura; peraltro non si comprende come ci si possa aspettare una diminuzione delle tasse in virtù del risparmio ottenuto dalla soppressione: se tagliano per risparmiare, tagliano e basta. Per queste ragioni anche i giovani avvocati hanno sempre aderito alle iniziative promosse dall'Ordine a difesa del nostro tribunale, e lo faranno anche in futuro.
Aiga Crema Il Consiglio Direttivo

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