Calcioscommesse, la delusione dei tifosi: «Fermate il calcio»

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Sospendere il calcio per due o tre anni, per poterlo ripulire e tornare ad una attività sportiva che sia rappresentativa dei più alti valori: dal commento del premier Mario Monti l'interrogativo si è diffuso rapidamente accendendo il dibattito, come era prevedibile in un Paese nel quale il calcio rappresenta lo sport per eccellenza. Un tema che tocca direttamente tutti i tifosi e gli appassionati, ma che non lascia indifferenti neppure coloro che il calcio non lo seguono, come rivela il più recente sondaggio condotto dal Corriere della Sera, consultabile sul web: alla domanda "Sei d'accordo con il premier riguardo ad una sospensione del calcio di 2-3 anni?" l'85% dei votanti si è dichiarato a favore.

Le ragioni che portano così tanti italiani a questa conclusione sono diverse, come dimostrano i commenti delle persone da noi intervistate: «E' vergognoso che a rubare siano proprio coloro che guadagnano di più», commenta Maurizio, riflettendo una indignazione che è di molti. «Intanto tutti i colpevoli coinvolti nello scandalo del calcioscommesse dovrebbero essere radiati. Hanno tradito la squadra, i tifosi e gli appassionati, non dovrebbero più rappresentare nessuna squadra».

Secondo Andrea, la sospensione delle attività calcistiche per due o tre anni «potrebbe servire intanto a lanciare un chiaro messaggio: lo sport non può prescindere dai valori di lealtà e giustizia. Poi sarebbe comunque un modo per avere il tempo di ripulire tutto il settore dalle "mele marce" e ripartire davvero con squadre composte da giocatori meritevoli».

«Fermare il calcio per qualche anno - afferma Christian - forse non risolverebbe il problema, ma sarebbe almeno una dimostrazione del fatto che certi comportamenti sono intollerabili», mentre Gabriele sostiene che l'iniziativa di rifiuto dovrebbe partire dai tifosi stessi: "Siamo noi appassionati, per primi, che dovremmo smettere di andare allo stadio, e personalmente è proprio quello che ho fatto. In questo modo forse anche personaggi come Buffon, che tanto s'infiamma, si ricorderebbero che se sono dove sono lo devono in larga parte ai tifosi che sostengono il calcio».

Il confronto con tifosi ed appassionati è centrale anche nelle riflessioni di Francesco: «Siamo noi tifosi che dovremmo prendere le distanze per primi. Fermare il calcio, o comunque smettere di andare allo stadio, potrebbe essere un segnale forte. Lo scandalo non è stato solo causa di delusione per tutti gli appassionati, i giocatori sono anche dei modelli per i più giovani, che sognano di raggiungere gli stessi livelli. Non si può insegnar loro che se sei "qualcuno" allora tutto ti è concesso".

«Il mondo del calcio è marcio? Purtroppo non è l'unico!" è invece il commento di Simona, che tuttavia si schiera a favore della sospensione, purchè "tutti i soldi che non vengono investiti nelle attività calcistiche possano essere usati per uscire un po' da questa situazione di crisi, della quale non si vede la fine».

Per altri, una sospensione provvisoria dei campionati potrebbe avere ulteriori conseguenze positive sullo sport italiano, accanto alla funzione puramente esemplare: «Intanto una sospensione di qualche anno permetterebbe di appianare le tensioni tra tifosi e giocatori - commenta Giuliano - che si sono dimostrate decisamente forti. Ritengo che la sospensione sia doverosa per tutto il periodo delle indagini: prima si faccia piazza pulita dei truffatori, poi si potrà ricominciare con uno sport nel quale i fan potranno di nuovo credere».

Gli fa eco Valerio: «Le attività calcistiche andrebbero sospese almeno finchè sono in corso i vari processi. Poi l'occasione potrebbe essere buona per riprendere dando spazio a giocatori davvero meritevoli e che sappiano incarnare i valori dello sport che praticano».

Tra le tante opinioni favorevoli alla sospensione dei campionati per qualche tempo, c'è però anche chi lo riterrebbe un intervento inutile, come Fausto: "Secondo me sospendere il calcio non servirebbe a nulla, se non a togliere una sana passione a tanti. Che si puniscano i singoli colpevoli, e si vada avanti con un gioco più pulito».

Di simile opinione anche Daniela: «Il calcio è pieno di corrotti? Monti intanto pensi a ripulire il Parlamento, che non se la passa molto meglio! Se la giustizia facesse il suo dovere in tempi ragionevoli, non sarebbe necessario fermare tutte le attività calcistiche».

Contrario alla sospensione anche Fabio: «Da tifoso, penso che fermare il calcio sarebbe una punizione più per noi che per i giocatori colpevoli dei vari reati. Basterebbe invece sostituirli con calciatori degni di tale nome e riprendere, finalmente, con uno sport sano, che di tutte queste scorrettezze non se ne può più».

Favorevoli o contrari alla sospensione dei campionati su una cosa sembrano concordare tutti: «Non so se fermare il calcio possa essere una soluzione o servire a qualcosa - dice Valentina - ma così non si può continuare. Qualcosa deve cambiare, in qualche modo bisogna fare pulizia».

 di Martina Pugno

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