Ma le nostre scuole sono sicure?

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La sicurezza delle scuole cremonesi: è l'importante questione posta dalle organizzazioni sindacali, soprattutto alla luce del fatto che il nostro territorio, come hanno già detto numerosi sismologi, non è immune dal rischio sismico. La preoccupazione nasce anche dal fatto che le nostre scuole, specialmente le superiori, hanno notevoli problemi strutturali.

«Anche se durante le ultime scosse non sono stati segnalati danni, il rischio è dietro l'angolo» spiega Maria Teresa Perin, segretaria generale della Flc Cgil. «C'è una cosa, in particolare, che noi organizzazioni sindacali vogliamo sottoporre all'attenzione degli enti locali: siamo stati informati del fatto che nelle scuole primarie di primo e secondo grado (elementari e medie, ndr), che fanno capo al Comune di Cremona, le cubature delle aule sarebbero omologate per 25 studenti, mentre sappiamo che la maggior parte delle classi sono decisamente più numerose». Questo è un problema non da poco, ai fini della sicurezza di studenti e insegnanti. «E' una situazione che sottoporremo al più presto agli enti locali, in quanto è uno degli elementi di maggior criticità. Chiederemo che ci forniscano informazioni sullo stato di sicurezza, ma anche su quello di salute: mettere 30 persone in uno spazio da 25, infatti, può infatti creare un problema di igiene».

La preoccupazione dei sindacati, così come quella degli stessi alunni e dei professori, è molto aumentata dopo i terremoti dei giorni scorsi, che spesso hanno costretto interi istituti scolastici a evacuare. Il piano di evacuazione delle scuole, peraltro, è risultato decisamente soddisfacente e funzionale, come ha testimoniato anche il comandante dei vigili del fuoco, Roberto Toldo. Tuttavia, come spiega Perin, «le classi sovraffollate non sono certo il massimo per una corretta evacuazione».

A tutto ciò si aggiunge il problema della insufficiente manutenzione degli edifici: aule inagibili, pezzi di soffitto che cadono, muri scrostati, e via di seguito. «A questo proposito chiederemo al Comune e alla Provincia che mettano in campo verifiche, che potranno essere semestrali nelle situazioni più "normali", e che dovranno essere invece urgenti e immediate nella situazioni più gravi» spiega ancora Perin. «Siamo consapevoli che oggi gli enti locali versano in difficoltà economiche, anche a fronte dei pesanti tagli fatti dal Governo. Tuttavia è fondamentale che venga tutelata la sicurezza degli alunni, e non si può continuare a rimandare ogni intervento di anno in anno con la scusa dei pochi soldi: stiamo parlando della sicurezza di minorenni, ma anche dei lavoratori. Proprio per questo nelle prossime settimane inizieremo a chiedere incontri alle pubbliche amministrazioni: non aspettiamo che accada qualche disgrazia, prima di intervenire».

Dello stesso parere è Salvatore Militello, segretario della Cisl Scuola Cremona, secondo cui «L'attenzione alla sicurezza degli edifici scolastici deve essere massima. Come Cisl abbiamo sempre denunciato queste carenze nella scuola cremonese». Anche la Cisl, peraltro, denuncia il sovraffollamento delle classi. «Questi problemi devono essere all'attenzione di tutti, a maggior ragione in questo periodo in cui siamo esposti al rischio sisma» continua Militello. «Vogliamo intraprendere quindi un percorso di riflessione con gli enti locali per trovare una soluzione: la scarsità di risorse non deve precludere la sicurezza degli alunni. Non vogliamo che qualche piccola scossa possa portare a una grande tragedia. Per questo è urgente agire con tempestività».

A far paura è soprattutto una consapevolezza: «nessuno dei nostri edifici scolastici è antisismico. Dunque, o se ne costruiscono di nuovi, o si mette in sicurezza l'esistente. Bastano davvero pochi istanti per far crollare un edificio, e dobbiamo assolutamente evitare che un evento simile si verifichi».

di Laura Bosio

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