Viaggio alla scoperta della liuteria classica

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Sabato 9 e domenica 10 giugno “Friends of Stradivari” propone, al Museo Civico, un itinerario alla scoperta della liuteria classica cittadina ricco di suggestioni, di arte e di valori, intersecando sentimenti, passioni, emozioni e idee. Sabato 9 giugno, alle ore 17, la famiglia Domenichini affida alla città la preziosa Chitarra Sabionari (nella foto), realizzata da Antonio Stradivari nel 1679. Si tratta di una delle sole cinque chitarre del grande liutaio oggi conosciute. E’ ottimamente conservata e coetanea ai primi violini decorati, in particolare “Sunrise” e “Hellier”. Agli inizi dell’Ottocento, come molte chitarre in quell’epoca, era stata modificata a sei corde per seguire la pratica strumentale. Un recente restauro le ha restituito la sua configurazione barocca originale con cinque corde doppie e, caso unico al mondo, può essere suonata regalando l’emozione dell’ascolto di una chitarra di Stradivari tre secoli dopo la sua costruzione. Dopo la presentazione dello strumento, infatti, Krishnasol Jimenez, interprete particolarmente attento alla filologia ed alla prassi esecutiva barocca, eseguirà tre suite di Robert de Visée, liutista, e compositore alla corte di Luigi XIV,  e dal 1719 anche insegnante di chitarra del Re (ingresso libero sino ad esaurimento posti). Il week end si conclude quindi domenica, alle ore 11, nella sala San Domenico del museo, con l’audizione del violino “Il Cremonese” del 1715 di Stradivari, affidato a George Bogdan Butusina, uno dei migliori allievi di Salvatore Accardo ai corsi di alto perfezionamento dell’Accademia “Walter Stauffer”. Il giovane virtuoso, in duo con la pianista Maria Grazia Bellocchio, propone un programma romantico affiancando le atmosfere intime della Sonata n. 3 in re minore, op. 108, di Johannes Brahms, alle vivide arie gitane Zigeunerweisen, op. 20 di Pablo de Sarasate.

di Federica Ermerte

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