Cremona - Comune: servizi pubblici solo per ricchi?

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Ha suscitato un forte disappunto, tra le organizzazioni sindacali, il fatto che l’Amministrazione comunale di Cremona abbia deciso, senza consultare nessuno, gli incrementi delle tariffe dei servizi e delle aliquote di Imu e Irpef. I sindacati lo hanno appreso dai giornali: eppure, si era svolto un incontro lo scorso 4 giugno, ma nessuno li aveva informati. Ne è nato un documento inviato nei giorni scorsi al Sindaco e alla Giunta. «Ritengo che le relazioni con la Giunta siano fortemente compromesse dal punto di vista della fiducia reciproca» attacca Donata Bertoletti, della segreteria confederale della Cgil. «Il sindaco Perri si era fatto garante affinché vi fossero delle relazioni sindacali corrette, assicurandoci che avremmo sempre avuto le informazioni necessarie per un confronto serio. Ora ci chiediamo quanto valga la parola del sindaco, e soprattutto ci chiediamo se abbia cambiato idea rispetto ai rapporti con il mondo sindacale, o se il mancato rispetto degli accordi presi sia dipeso da un singolo membro della Giunta, Nolli». I sindacati avevano presentato un documento, rivolto alla Giunta e al Sindaco, con una serie di richieste, ma la risposta era giunta con la sola firma di Nolli.

«A questo punto vogliamo sapere se l'assessore ha risposto a titolo personale o in rappresentanza di tutta la Giunta». spiega Bertoletti. «Nolli esprime delle valutazioni di merito sulla famiglia e sui servizi su cui non concordiamo affatto. Così come non concordiamo con la scelta di aumentare le tariffe di asili e mense: davvero la Giunta pensa che i servizi siano appannaggio solo di chi se li può pagare? Ricordiamo che la famiglia è una ricchezza per la comunità. A questo punto, ci chiediamo se viviamo in un Comune in cui solo i ricchi hanno diritto ai servizi». Quello che chiedono i sindacati, di fatto, non è di non applicare gli aumenti, ma di farlo in base alle fasce di reddito, «seguendo un principio di equità che ora manca» sottolinea Bertoletti.

«Il Comune non può essere solo un erogatore di servizi per chi se li può permettere, altrimenti tanto varrebbe affidarsi ai privati» rincara la dose Monica Manfredini, segretaria confederale della Cisl, che sottolinea «un comportamento scorretto da parte della Giunta». I sindacati sostengono che il Comune non abbia rispettato il protocollo di intesa, rinnovato lo scorso dicembre, con cui le parti si impegnavano a un confronto corretto e a stabilire degli incontri durante le fasi di approvazione del bilancio. Incontri che si sono svolti normalmente, fino al 4 giugno. «Se però ci vengono date solo informazioni parziali, e poi ci tocca venire a sapere le cose dai giornali, viene meno ogni confronto e ogni forma di lealtà» dice Manfredini. «Non capiamo per quale motivo quando, il 4 giugno, c'era stato l'ultimo incontro non ci hanno informato rispetto alle loro intenzioni, che abbiamo poi letto il giorno dopo sulla stampa. Noi ci siamo comportati correttamente, mentre loro ci hanno sfruttato e preso in giro. Non solo hanno ignorato le nostre richieste, cosa che potrebbe anche essere comprensibile, ma hanno addirittura dichiarato di voler aumentare l'importo delle tariffe, che ricadrà inevitabilmente sulle famiglie. Su un articolo apparso su "L'Inviato" Nolli, affermando che la sua posizione era condivisa dal resto della Giunta, ha detto che non è giusto che chi paga le tasse debba pagare anche per servizi che non usufruisce. Questo significa però aumentare il carico di spese sulla famiglia povera ».

A questo proposito la domanda che i sindacalisti si pongono è se questa sia davvero la posizione «di una Giunta che ha sempre sbandierato il valore della famiglia». «Nolli ci aveva detto che avremmo concordato insieme il da farsi, poi ha deciso tutto lui» aggiunge Mario Penci, segretario confederale della Uil. «E' andato avanti senza prendere minimamente in considerazione le nostre richieste e senza neppure spiegarci in modo esaustivo i motivi del rifiuto». «Aumentando indiscriminatamente le tariffe si va a colpire chi ha di meno» spiega Jindra Rubasova, segretaria della Fnp Cisl. «E' necessario che vengano impostate delle aliquote differenziate. E non dimentichiamoci degli anziani: essi rappresentano un reale ammortizzatore sociale, prendendosi cura dei figli e dei nipoti, e sopperendo a molte carenze della nostra società. Questo, nonostante il potere di acquisto delle loro pensioni continui a calare inesorabilmente, costringendoli a diminuire il proprio tenore di vita. Come se non bastasse c'è il rischio che agli anziani che si trovano in casa di riposo venga fatta pagare l'Imu della propria abitazione con l'aliquota della seconda casa, e questo non lo possiamo accettare. Specialmente ora che il Governo ha fatto un passo indietro su questo».

La cosa certa è che i sindacati pretendono delle risposte. «Nolli aveva detto di essere disponibile al confronto, il sindaco Perri aveva garantito un corretto rapporto con i sindacati. Ora tutto è venuto meno, e noi vogliamo sapere quali intenzioni ha realmente questa Giunta. Vogliamo che il Sindaco ci dica chiaramente se vuole rinunciare alle relazioni con i sindacati. Ma soprattutto vogliamo un confronto con il Sindaco, per sapere se gli interlocutori con cui ci incontriamo sono o meno credibili».

di Laura Bosio

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