Cremona - Tagli ai costi della pollitica: «Ridurre i cda»

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La proposta di Giacomo Zaffanella (Gruppo misto): «Si scelga l’amministratore unico per le società partecipate». I partiti di maggioranza e opposizione rispondono positivamente alla proposta. «Ma bisogna eliminare altri costi inutili»
Eliminare i consigli di amministrazione delle società partecipate, puntando ad un amministratore unico: questa la proposta avanzata da Giacomo Zaffanella e Michele Ceresa, consiglieri comunale del Gruppo misto, in una mozione presentata in Consiglio comunale. «Il periodo attuale impone l'ottimizzazione dei costi della politica, a ogni livello». spiega Zaffanella. «Il rigore imposto dal Governo e dalla crisi ha comportato ingenti tagli nelle risorse erogate agli Enti locali i quali, a loro volta, hanno dovuto recuperare risorse aumentando la pressione fiscale sui cittadini, e questo non va bene. E' ora di effettuare scelte di discontinuità rispetto al passato, adottando misure concrete per la riduzione dei costi e delle poltrone legati alla politica, anziché mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Non è tanto sui gettoni di presenza di assessori e consiglieri, che bisogna agire, bensì sulle nomine prettamente politiche nelle società partecipate ». Secondo il consigliere, dunque, non ha senso avere tanti consigli di amministrazione così numerosi.

«Abbiamo Aem, Aem Gestioni, AemCom, Cremona Solidale, la Società Autostrade, ecc» spiega Zaffanella. «Ad esempio, il Cda di Aem Gestioni è in scadenza, e i tagli potrebbero partire proprio da lì. I partiti si spartiscono le poltrone, creando così costi in più che si potrebbero evitare. A questo proposito, voglio proporre l'idea dell'amministratore unico: insieme a un buon direttore, sarebbero sufficienti a gestire queste società senza problemi». Secondo il consigliere, «bisogna superare le barricate culturali innalzate da anni di vecchia politica. Oggi si critica Grillo e il Movimento Cinque Stelle, ma non si fa lo sforzo di capire quello che di buono c'è dietro, e che i suoi consensi sono la risposta a una situazione di malessere generale. La politica deve smettere di nascondersi dietro i propri privilegi». Ma cosa ne pensa il resto della politica? I capigruppo in consiglio comunale si schierano, chi più chi meno, a favore della proposta di Zaffanella. C'è di più: Pd e Udc avevano, già da tempo, presentato una proposta analoga, che però era stata bocciata senza appello dal consiglio comunale. «La nostra proposta andava in quella direzione: ridurre i componenti dei Cda da 5 a 3» dice Maura Ruggeri (Pd). «Pertanto noi siamo assolutamente d'accordo con l'idea dell'amministratore unico. Bisogna però vedere se lo sarà la maggioranza, visto che all'epoca questa proposta non era stata raccolta. Sarebbe anche necessaria una seria analisi dei costi della politica, per valutare quali altri tagli siano possibili: ridurre gli assessori o il numero dei dirigenti, ad esempio. Purtroppo oggi manca la volontà di fare una revisione complessiva». Dello stesso parere Angelo Zanibelli (Udc): «Ben venga l'amministratore unico, dove è possibile. Peraltro l'Udc sta lavorando molto in questo senso, anche in Provincia.

Ma la cosa forse più urgente sarebbe andare a trovare tutti quei costi che non si vedono: inefficienze, ritardi, operazioni non controllate. Ricordiamo che una qualunque azione fatta con i tempi normali costa 10, realizzata con i tempi amministrativi finisce per costare 20». Se si parla di tagli alla politica, tuttavia, non ci si può limitare solo ai consigli di amministrazione. «Quella di Zaffanella è una buona idea, ma bisogna anche guardare oltre» afferma Giancarlo Schifano, capogruppo dell'Italia dei valori. «Vogliamo parlare, ad esempio, del fatto che i politici usufruiscono gratuitamente di permessi di sosta e parcheggio in centro storico, mentre i commercianti sono costretti a pagarli? Sono inoltre d'accordo con quanto sostiene il revisore dei conti: è necessario mettere in atto una politica di controllo nella gestione delle risorse; ad esempio, gli sprechi nel riscaldamento all'interno delle strutture pubbliche. Vogliamo parlare, poi, delle consulenze esterne? Si tratta di spese inutili, ed eliminarle porterebbe a un risparmio di 700mila euro. Bisogna essere oculati nello spendere denaro pubblico, visto che poi si mettono le mani in tasca ai cittadini».

Lo stesso consigliere Ferdinando Quinzani concorda sulla necessità di operare tagli, «tema che avevo portato avanti anche nella mia campagna elettorale di tre anni fa. In questi anni si è riusciti a sradicare le situazioni aberranti in cui venivano erogati compensi eccessivi, ricordiamo il caso Pasquali. Tuttavia è buona cosa anche intervenire sui Cda, purché non si metta in pericolo la gestione della società in cui si effettuano i tagli». Comunque, la maggioranza non si tira indietro: «Comprendiamo quale sia l'obiettivo della mozione, ossia razionalizzare i costi ed evitare gli sprechi, e lo condividiamo » spiega il capogruppo del Pdl, Federico Fasani. «Si dovrà vedere, ovviamente, quali siano i Cda che possono essere stralciati e quali no. E' un discorso che non si può affrontare semplicemente con una visione di risparmio, ma verificare che gli eventuali tagli non vadano a peggiorare la gestione dei servizi». Tutti d'accordo, quindi, sul tagliare i costi della politica. Sarà da vedere se nella discussione in Consiglio comunale queste buone intenzioni verranno confermate.

di Laura Bosio

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