Scacco dell’Arma al narcotraffico: preso in via Vitali il boss cittadino, un albanese

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CREMONA - Quasi un chilo e mezzo di “neve” pura e un arresto è il bilancio dell’intervento dei carabinieri del Radiomobile di Cremona, nello scantinato di una Palazzina di via Vitali. A finire in manette è stato “Lo Zio”, al secolo Hysa Bardhi, 46enne albanese (originario di Scutari) pluripregiudicato, famoso per essere il punto di riferimento della malavita albanese a Cremona. Ieri pomeriggio è finito nella rete tesa dall’Arma. Lui e quegli 1,2 chilogrammi di “neve” che rappresentano uno dei più ingenti quantitativi di cocaina pura sequestrati negli ultimi anni a Cremona, con un’operazione «a costo zero» che ha coniugato massima resa con minimo sforzo, come sottolineato dal capitano della compagnia di Cremona Rocco Truda in conferenza stampa: indagini lampo, fatte di rapidità, esattezza e senza troppa strumentazione tecnologica.

RAPIDITA' E METODI D'INDAGINE TRADIZIONALI
Tutto è partito dai monitoraggi nei parchi condotti in questo periodo dall’Arma. E proprio in occasione del controllo effettuato sabato in piazza Roma, è arrivata da parte di un cittadino al maresciallo Eugenio Ferro (alla guida del Radiomobile), la segnalazione di un tizio sospetto che «quotidianamente si fa vivo per un quarto d’ora in un condominio di via Vitali» (perpendicolare di via Brescia, poco prima la caserma Col di Lana).
Le indagini sono partite immediatamente. «Con metodi classici», ha sottolineato in sala briefing il comandante provinciale Michele Arcangelo Cozzolino. Ovvero, «fiuto per l’indizio, valutazione delle segnalazioni e profonda conoscenza del territorio». Subito sono stati predisposti servizi di osservazione e le intercettazioni ambientali nei pressi del condominio di via Vitali.

L'ARRESTO
Mercoledì sera infine, l’intervento in forze. I militari, verificata la segnalazione, si sono appostati per l’ennesima volta. Poco dopo ecco spuntare Bardhi, guadagnare l’ingresso del palazzo (dove abita la madre) e uscire poco dopo trovandosi bloccato dai militari all’uscita dalla cantina. 
Nessuna reazione da parte del “boss”, che si è limitato a salutare l’Arma a mo’ di “galantuomo” sconfitto: «Bravi, alla fine siete riusciti a prendermi», ha detto ai carabinieri, indicando contemporaneamente una cassetta da pesca dove i militari hanno rinvenuto 1,2 chilogrammi di cocaina purissima: un quantitativo dal valore di circa 65mila euro che, una volta tagliato, avrebber fruttato almento il triplo, poco meno di 200mila euro.

«UN DURO COLPO AL MERCATO CITTADINO DELLA DROGA»
Il quantitativo dello stupefacente sequestrato non lascia escludere la possibilità che fosse destinato anche al territorio. Ma, senza dubbio, lo era comunque al mercato cittadino, che, «dopo questa operazione, ha subito un duro colpo dal quale non si riprenderà tanto facilmente», ha di fatto soggiunto il capitano Truda. Lo spaccio pare infatti un’affaire di famiglia per i Bardhi: al gennaio 2010 risale l’arresto del nipote del "boss", ammanettato dall’Arma a Monterotondo con addosso un chilo di marijuana. «E nelle mani di Hysa Bardhi, che dopo quest'ennesima bravata rischia dai 6 ai 20 anni di carcere, era concentrato il traffico albanese di stupefacenti in città, che è forse il più importante a Cremona». L’operazione dunque, ha proseguito il comandante Cozzolino, «è anche un segnale della forte presenza delle istituzioni sulla città». Quella di ieri è infatti l'ultima di una serie di operazioni antidroga realizzate dall'Arma nella nostra provincia. Solo a qualche settimana fa risale l’arresto di due corrieri della droga ed il recupero del più ingente quantitativo di cocaina mai sequestrato nel Cremasco: oltre un chilo di sostanza, pronta ad essere  tagliata, incrementando così  il proprio potenziale di saturazione del mercato clandestino.


di Michele Scolari
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