Paullese, 2 ore da Crema a Milano

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Nuove code hanno caratterizzato nei giorni scorsi il traffico lungo la Paullese, soprattutto nel tratto di competenza della Provincia di Milano, quello che da San Donato si dirige a Pantigliate e che costituisce il primo dei due lotti, che dovrebbe essere terminato entro il prossimo settembre, entro la fine dell'estate dunque. In questo momento, è stato portato a termine l'80% dei lavori. Per gli automobilisti, costretti a lunghi rallentamenti, che fanno sembrare lontanissimo il capoluogo lombardo, ci vorrà ancora un po' di pazienza. Anche perché, completato questo tratto, dovrà poi essere affrontato il secondo lotto, a sua volta diviso in due stralci: il primo, da Pantigliate al casello della Tem, tra Paullo e Zelo. Il secondo, che riguarderà il tratto urbano del Comune di Zelo, fino a Spino.

E qui subentra un problema di costi: se per il primo lotto ci sono voluti 82 milioni di euro e 57 ne sono già stati stanziati per il primo stralcio del secondo, ne mancano altri 23,5 per l'ultimo tratto. Ma non è finita qui. A quel punto, ci si troverà davanti il ponte sull'Adda, quello di Spino per intenderci, e bisognerà riqualificarlo: un lavoro che richiede altri 20,5 milioni di euro e che è in capo proprio alla Provincia di Milano ma, in merito, non c'è alcuna novità. In tutto fanno 44 milioni, per i quali, ad oggi, esiste solo l'indicazione di utilizzare eventuali ribassi dalla gara d'appalto per il primo stralcio. Vanno meglio le cose nel nostro territorio, come ci aggiorna il sindaco di Spino d'Adda, portavoce dei Comuni dell'asta della Paullese, Paolo Riccaboni: «Il primo lotto, Bagnolo-Dovera, dovrebbe essere terminato entro ottobre. Per quanto riguarda il secondo, che da Dovera arriva a Spino, è già stato finanziato e si sta lavorando al progetto esecutivo.

Ci siamo incontrati a Crema con l'amministrazione provinciale, per fare il punto della situazione e, se si riusciranno ad appaltare i lavori entro l'anno, per la prossima primavera aprirà il cantiere ». Il costo del secondo lotto ammonta a 55 milioni di euro, rispetto ai 68 occorsi per il primo: 38,45 milioni sono a carico della Regione e 16,55 della Provincia. «Sono particolarmente soddisfatto per come stanno andando le cose» commenta il sindaco Riccaboni. «Dopo aver ottenuto la copertura finanziaria per tutto il tratto cremasco, che mancava dal 2008 e grazie alla sinergia con la Provincia, i lavori procedono ora con regolarità. L'amministrazione provinciale ha stanziato soldi e ha costituito un'unità di progetto, con l'obiettivo di non avere soluzione di continuità tra il primo e il secondo lotto.

Devo riconoscere al presidente Massimiliano Salini di essersi sempre speso in prima persona, per il buon esito dell'operazione. Rimane la criticità del ponte. Speriamo di ridare copertura anche a questo tassello mancante, per cui un primo passo potrebbero essere proprio i ribassi d'asta sull'appalto per il primo stralcio del secondo lotto milanese. Quest'ultimo sforzo è necessario, per completare un'opera nevralgica per tutto il territorio, soprattutto con l'Expo in arrivo e all'interno del nuovo tessuto viabilistico della Lombardia orientale, che prevede Tem, BreBeMi e i raddoppi di Rivoltana e Cassanese ».

di Ginata Agisti

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