Cremona - Filmava di nascosto le donne alla toilette

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CREMONA - Denunciato dalla polizia per aver piazzato telecamere nel bagno di un noto locale notturno cittadino, acquisendone poi i filmati. A finire nei guai è stato un 33enne italiano, onesto lavoratore ma con il pallino del voyeurismo. L’intervento della polizia è scattato sulla segnalazione giunta alla polizia dalla titolare del locale tra giovedì e venerdì. In seguito ad un sopralluogo nel bagno femminile, l’attenzione della proprietaria è stata attirata da una presa elettrica di tipo americano che non faceva parte dell’impianto del locale. Sopraggiunta la squadra mobile assieme alla Volante ed effettuati i primi accertamenti, dentro l’interruttore è stata trovata una mini-telecamera (del tipo 2D), mentre un’altra è stata rinvenuta nel deodorante. La verifica del contenuto delle due telecamere è stata immediata, e, davanti agli occhi degli agenti, e' comparso il volto di un individuo che posiziona la telecamera con il volto celato da una maschera artigianale ed un paio di guanti , con tanto di autocelebrazione in maschera davanti all’obiettivo. Sfortuna vuole che il taglio dei capelli e la maglia rimanessero visibili: particolari che hanno permesso agli agenti di individuarlo. Gli uomini della mobile, guidati dal vicequestore Sergio Lo Presti, hanno riconosciuto il voyeur mentre ancora si aggirava fra la folla nel locale. Il giovane è stato bloccato all’uscita, non senza la sua resistenza, dagli agenti della Squadra volante, guidata dal commissario capo Nicola Lelario. Altre telecamere sono spuntate nell’auto dell’uomo, assieme ad un trapano e a due occhiali da saldatore, mentre durante la perquisizione nel suo appartamento sono stati rinvenuti la maschera ed un quantitativo di hard disk esterni con i filmati che l’uomo scaricava sul proprio pc. Inevitabile la denuncia per spettacoli osceni, interferenza illecita nella vita privata e resistenza a pubblico ufficiale. Ma la vicenda potrebbe essere destinata ad un seguito. Sono infatti in corso verifiche volte ad accertare se quello che per ora risulta solamente un “hobby” potesse costituire una seconda attività, con commercializzazione dei filmati. Sulla sua fedina compare infatti una denuncia nel 2006 per un reato analogo, consumato nei bagni di una sede universitaria extra regionale.

di Michele Scolari
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