Italia-Germania, tensione alle stelle

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Italia-Germania, ancora una volta. La partita di giovedì sera, che vede, come avversari i giocatori con i tedeschi, ci riporta indietro nel tempo, a gloriosi precedenti che hanno visto l’Italia vittoriosa: nel 1970, con lo storico un 4-3 nelle semifinali dei Modiali del Messico; nel 1982, con la vittoria finale di 3-1; e ancora con il mondiale 2006, dove l’Italia sconfisse la Germania in semifinale per 2-0. Date che tutti ricordano. Intanto, l’attesa per il match di giovedì cresce a dismisura. Come la vivono i cremonesi? La tensione è alta, i trascorsi sono dalla nostra parte ma, non manca la consapevolezza di quanto sia forte l’avversario in questo campionato europeo.

«Una partita che entrerà nella storia, comunque vada» dice Claudio B., classe 1946. «Come non ricordare i precedenti? Gli abbracci tra Riva e Rivera, l'urlo di Tardelli, il "Non ci prendono più" del Presidente Sandro Pertini, il rigore sbagliato da Zola. Comunque vada, non sarà una partita normale, tra Germania e Italia non è mai una partita normale e i numeri per uno scontro memorabile ci sono tutti».

Molti sono coloro che cercano di allentare la tensione ricordando i precedenti. «Nel 2006 la tensione per quella partita era altissima, come dimenticarlo?» ricorda Rocco, 27 anni. «L’ho seguita con i miei amici sul maxischermo in piazza del Comune. Non c’erano sedie, siamo stati in piedi per tutto il tempo, e quando l’Italia ha vinto è stato un po’ come se avessimo già vinto il mondiale: dalla piazza si è levato un boato, abbiamo esultato e ci siamo abbracciati. Pochi giorni dopo, abbiamo vinto davvero il Mondiale. Chissà che tutto ciò non si possa ripetere».

«Ricordo bene sia la vittoria del 1982 che quella del 2006» aggiunge Renata, 44 anni. «Quando gioca la nazionale non mi perdo una partita, e queste erano state memorabili. Spero che la tradizione sia dalla nostra parte anche stavolta».

Una tradizione che in un paese come l’Italia ha un grande peso, specialmente per chi ha visto crescere la propria passione per il calcio grazie alle vittorie passate.

«Cominciai a innamorarmi del calcio proprio il 17 giugno del 1970: avevo 10 anni e ricordo che rimasi da solo in cucina davanti alla tv oltre la mezzanotte, affascinato da tutti quei goal di quella memorabile partita finita 4 a 3» racconta Claudio F., 50enne. «Al gol decisivo di Rivera feci addirittura cadere la sedia».

Sono in molti, dunque, gli ottimisti, nonostante i pronostici decisamente favorevoli ai giocatori teutonici. Anche i più scettici covano in cuore qualche speranza: «I tedeschi vantano 4 vittorie su 4 in questa edizione dell’europeo, con una media di più di 2 gol a partita» dice Carlo, 29enne. «Noi abbiamo subito meno gol e giochiamo meglio del solito, ma dobbiamo fare i conti con i molti infortuni. Eppure c'è ancora speranza».

«Italia- Germania? Una grandissima sfida, che ci riporta a quella grandissima semifinale vinta dagli azzurri 4 a 3, nel 1970» ricorda Stefano, 54enne. La storia ci da vincitori, ma ricordiamo che quest’anno l’Italia non è più quella di un tempo, e la Germania è un avversario fortissimo. Sicuramente i favoriti non siamo noi, tuttavia… tutto può succedere».

A conti fatti, tutti riconoscono che stavolta lo scontro sarà davvero impegnativo. « La tradizione con i tedeschi ci è favorevole è vero, però non dimentichiamoci che loro hanno due giorni di riposo in più, hanno vinto facile sulla Grecia tenendo in panchina parecchi titolari» spiega Fabio, 32 anni. «Non abbiamo molte possibilità. Ma come sempre noi italiani non ci perdiamo d’animo, e giovedì sera saremo tutti a tifare davanti alla televisione». Nessuno, in effetti, si perderà questa partita, nonostante tutto. Chi la seguirà in casa, da solo o con gli amici, come Elena: «Mio marito ed io guarderemo l’incontro comodamente seduti sul nostro divano. Speriamo che l’Italia ci faccia sognare»; o come Stefania, «Saremo in 15 di fronte alla televisione, nella taverna di un amico. Non me la perderei per nulla al mondo».

Qualcuno sarà costretto a seguirla al lavoro. «Purtroppo faccio i turni e proprio quella sera mi tocca lavorare» spiega Antonio. «Ma con i colleghi siamo già d’accordo di ascoltarla per radio, con il beneplacito del capo turno».

Ci sarà, infine, chi guarderà la partita al bar, perché il clima spesso è più caldo e vivace. «Ho sempre guardato le partite decisive al solito bar, insieme ai soliti amici, e stavolta non farà eccezione» dice Marco, 36enne. «La Germania è sicuramente favorita, ma la speranza resta alta: per tradizione abbiamo venduto sempre cara la pelle, lo faremo anche stavolta».

di Laura Bosio

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