Caldo insopportabile, malori in città

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La prima intensa ondata di calore della stagione estiva, che ha portato la colonnina di mercurio verso i 40° gradi, ha destato preoccupazioni per i problemi di natura sanitaria che ha comportato. Il numero gratuito del Ministero della Salute è stato letteralmente subissato da centinaia di chiamate. E anche a Cremona il caldo dell’anticiclone, dopo il viaggi0 sopra il Mediterraneo in cui si satura di tanta umidità da innalzare anche di 2-3 °C l’indice di calore percepito, ha portato con sé paure, disagi e difficoltà, in specie per la fascia dei soggetti più a rischio, tra cui bambini, persone non autosufficienti, anziani e malati cronici. Improvvisi cali di pressione, malori, scompensi, collassi hanno tenuto impegnati gli operatori sanitari cremonesi soprattutto tra mercoledì 20 e venerdì 22. Parecchi cittadini si sono rivolti al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore, dove «la media giornaliera è arrivata ad assestarsi tra i 10 e i 15 accessi» ha fatto sapere il professor Antonio Cuzzoli, primario del reparto dal novembre del 2011. Una media inferiore di chiamate è stata registrata dall’associazione Cremona Soccorso di Vescovato («meno di dieci chiamate al giorno», fanno sapere dalla Onlus che detiene il servizio 118 su Cremona), ma la cosa si spiega con il fatto che molti si fanno accompagnare direttamente al Pronto Soccorso.

Tra questi, prevalgono le persone sopra gli 80 e i 90 anni, con problemi di disidratazione o forte infiammazione alle vie respiratorie. «Molti anziani bevono poco - commentano da Federanziani - si disidratano e poi crollano. In momenti di simile caldo, l’organismo di una persona in terza età necessiterebbe di almeno un paio di litri d’acqua al giorno». Ed all’origine dei malori ci sarebbe anche l’utilizzo non corretto dei condizionatori, che vengono tenuti a temperature tali da creare quei forti sbalzi con l’esterno (che talora arrivano a oltre 10 °C di differenza) all’origine di bronchiti e febbri alte (dal caldo al freddo) o forti cali di pressione (dal freddo al caldo). «In casa - proseguono da Federanziani - basterebbe abbassare la temperatura solamente di un paio di gradi, senza una eccessiva differenza con la temperatura esterna. Più utili ancora dei condizionatori poi sarebbero i deumidificatori, che permettono di “alleggerire” l’aria senza causare il pericolo di forti sbalzi». È molto sbagliato poi l’utilizzo di acqua e bibite ghiacciate per alleviare la sete: la temperatura eccessivamente fredda delle bevande, unita al gran caldo, “aggredisce” lo stomaco, e può creare fastidiosi problemi di diarrea e gastroenterite.

I refoli d’aria fresca che soffiano in questi giorni dai quadranti nord orientali hanno portato un po’ di sollievo, tuttavia già da giovedì è prevista una nuova ondata di caldo “africano”. Proprio a fronte di questa previsione, stamattina in Prefettura è organizzato un incontro con i medici dell’Ospedale, l’Asl e le forze dell’ordine per fare il punto sull’emergenza caldo.

di Michele Scolari
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