Nutrie, il flagello della campagna

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Definite dagli agricoltori come il “flagello della campagna”, le nutrie, grossi roditori,  stanno danneggiando culture, argini e altri manufatti del nostro territorio. Del fenomeno  si è parlato, nelle scorse settimane, nel corso di una riunione svoltasi in Prefettura con le forze dell’ordine e i soggetti istituzionali, nel corso del quale è emersa l’esigenza di adottare specifiche misure dirette a contenere il proliferare delle nutrie le quali, nel realizzare estesi e profondi canali sotterranei, sono in grado di compromettere la tenuta delle opere di difesa idraulica.

La questione è approdata nei giorni scorsi nel Consiglio regionale della Lombardia che ha approvato, a grande maggioranza, il progetto di legge da presentare al Parlamento relativo alle disposizioni per il controllo della popolazione delle nutrie. Un risultato positivo, ma non sufficiente. Lo pensano Agostino Alloni e Giovanni Pavesi, consiglieri regionali del Pd. «La Regione Lombardia aveva tutti gli strumenti per realizzare una propria legge e gestire autonomamente la questione. Invece si è preferito demandare tutto al Parlamento. E sappiamo tutti qual è il destino dei progetti di legge al Parlamento. E’ necessaria un’azione più incisiva di sollecito per la modifica della legge 157 che veda il coinvolgimento diretto dei Ministeri competenti, agricoltura e ambiente. Chiediamo quindi all’assessore di farsi portatore di questo intervento, peraltro largamente condiviso dai commissari».

Ma il problema principale è che mancano le risorse, e la Regione non stanzia fondi per creare una progettualità seria legata al contenimento della specie. «La Giunta non prevede, per il bilancio di assestamento 2012, di finanziare il capitolo specifico relativo al contenimento di questi roditori» spiega Alloni. «L’anno scorso, invece, erano stati appostati 250 mila euro, denaro che veniva trasferito direttamente alle Province. L’assessore, intervenuto nella seduta della Commissione Agricoltura dedicata al fenomeno, aveva spiegato che il mancato finanziamento è dovuto all’attuazione di uno specifico programma innovativo, che partirà nel 2013, ma ha confermato che, con il prossimo esercizio, il finanziamento verrà fatto con puntualità. Noi avremmo preferito che, in attesa del nuovo programma, anche per il 2012 ci fosse stata un’adeguata copertura finanziaria a favore della Province, anche perché le nutrie continueranno a proliferare. Accogliamo con favore il progetto di legge, ma anticipiamo fin da ora che il Partito Democratico presenterà un emendamento affinché venga finanziato il capitolo in bilancio anche per il 2012».

i Danni provocati dalle nutrie

Nelle aree intorno al Po, la nutria, ha trovato un habitat ideale; con la sua presenza provoca molti danni in quanto, scavando profonde tane, provoca il crollo di sponde e rive e, sempre più spesso, l’interramento dei canali di drenaggio delle acque freatiche affioranti.

La nutria è un animale territoriale e ogni famiglia vive su aree ampie da 2 a 5 ettari; generalmente, gli animali non lasciano il territorio per tutta la durata della vita. Molti altri danni vengono causati dalle nutrie a causa delle loro abitudini alimentari e come vettori per la diffusione di malattie (leptospirosi, ad esempio).

Secondo uno studio condotto dall’Università di Pavia, la specie si è riprodotta in modo tale da avere un impatto negativo sul territorio e sulle colture. Basti pensare che al giorno d’oggi, in Italia, l’impatto della nutria è stimabile in 20 milioni di euro all’anno. Questi roditori sono particolarmente dannosi perché, nutrendosi dei germogli di piante erbacee ed arboree, rasano i campi di cereali in fase di crescita, mettendo a serio rischio la produzione e, di conseguenza, la redditività delle imprese agricole locali. Inoltre questi animali creano le tane in prossimità di canali ed arginature scavando lunghe ed ampie gallerie, che possano provocare crolli ed esondazioni. Si originano così fenomeni di abbassamento delle strade poderali che, oltre a rendere difficoltoso e pericoloso il transito dei trattori, mettono in grave pericolo la sicurezza idraulica dell’intera pianura. Infine va segnalato  il pericolo procurato agli automobilisti dalle nutrie, che attraversano improvvisamente le strade anche di grossa percorrenza. Ad essere a rischio, quindi, non è solo l’interesse economico del settore agricolo, ma anche la tutela dell’ambiente e la sicurezza di tutti i cittadini.

di Laura Bosio

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